Sorpresa ‘Sugar’, quel sesto episodio effetto-shock che riscrive la serie
di Antonio DipollinaIl caso Sugar. Niente di preoccupante. Ma è sicuramente lo snodo più strano, forse assurdo, nelle serie tv, ultimamente. Sul web, ovviamente, ci si divide. I fatti. Sugar, apparsa oltre un mese fa su Apple Tv, serie in otto episodi, ne è uscito uno a settimana. Tutto bene all’inizio. Colin Farrell, ottimo, a interpretare un detective privato a Los Angeles: ma ai giorni nostri, anche se si muove e agisce come Marlowe.
Il caso è di scuola, deve ritrovare la nipote scomparsa di un mega-produttore di Hollywood. Lui, Sugar, il detective, si muove appunto mimando i classici: inoltre è un patito del cinema noir anni Quaranta e Cinquanta, le relative sequenze con Bogart, Edward G. Robinson e soci arrivano ogni tanto a stemperare in bianco e nero. Viaggia su una Corvette scoperta e, unico segnale un po’ dissonante, Sugar è una summa della bontà umana, non è cinico anzi il contrario, si spende per gli altri, se a tarda notte deve…
Il caso Sugar. Niente di preoccupante. Ma è sicuramente lo snodo più strano, forse assurdo, nelle serie tv, ultimamente. Sul web, ovviamente, ci si divide. I fatti. Sugar, apparsa oltre un mese fa su Apple Tv, serie in otto episodi, ne è uscito uno a settimana. Tutto bene all’inizio. Colin Farrell, ottimo, a interpretare un detective privato a Los Angeles: ma ai giorni nostri, anche se si muove e agisce come Marlowe.
Il caso è di scuola, deve ritrovare la nipote scomparsa di un mega-produttore di Hollywood. Lui, Sugar, il detective, si muove appunto mimando i classici: inoltre è un patito del cinema noir anni Quaranta e Cinquanta, le relative sequenze con Bogart, Edward G. Robinson e soci arrivano ogni tanto a stemperare in bianco e nero. Viaggia su una Corvette scoperta e, unico segnale un po’ dissonante, Sugar è una summa della bontà umana, non è cinico anzi il contrario, si spende per gli altri, se a tarda notte deve portare a casa una piacente rockstar in disarmo non approfitta della sua ubriachezza. Eccetera.
Finché arriva il sesto episodio: la trama si contorce e iniziano a succedere cose un po’ inspiegabili. Nell’ultima sequenza, accade l’inverosimile. E si scopre che... Qui bisogna fermarsi per non togliere la sorpresa a chi volesse intraprendere la visione. Diciamo che si svelano cose dell’altro mondo, in una storia che stava piacendo moltissimo a chi voleva invece solo un remake hard-boiled e se lo stava godendo parecchio.
Tra i seguaci, è successo un pandemonio. A metà hanno deciso che la sorpresa – clamorosa – vale e spezza l’ovvietà della trama. L’altra metà è ancora impietrita davanti al video a chiedersi: “ma cosa diavolo sto guardando?”. Segue dibattito. E intanto tutti quelli che avevano recensito sul web sono corsi a riscrivere tutto. Infine, si ribadisce l’importanza di avere un solo episodio a settimana nelle serie tv: se Sugar fosse stata rilasciata per intero, l’effetto-shock sarebbe svanito o quasi.
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Da come si stanno muovendo i politici in tv nell’avvicinarsi delle elezioni, al telespettatore di buona volontà servirebbe un pratico kit di ibernazione fino alla sera successiva al voto.