Alberto Angela a Pompei, un viaggio senza stacchi tra discese ardite e risalite
di Antonio DipollinaA sentirlo suona un po’ inquietante: “piano sequenza di due ore”. E c’è già troppa lungaggine in giro per non destare qualche preoccupazione. Invece niente male la scelta di Alberto Angela di andare a Pompei per praticare una sorta di sport estremo nel realizzare la nuova puntata di Meraviglie (Rai 1, lunedì sera). La telecamera non stacca mai, segue Angela nella sua ricognizione su antiche e nuovissime scoperte nel sito, è come una gita evoluta che non ha stacchi in montaggio: un operatore, anzi tre che si alternano, alla macchina da presa. Finché si ha un sobbalzo, la telecamera si innalza e se ne va molto in alto a riprendere: il dubbio è che sia il turno dell’operatore Nembo Kid, ma nel backstage finale è lo stesso Angela a spiegare tutto, c’è una gru, il passaggio, sempre senza smettere di riprendere, è dall’uomo al braccio meccanico e poi di nuovo giù, tra discese ardite e risalite mentre il conduttore inanella una descrizione dopo l’altra con i continui incontri con archeologi …
A sentirlo suona un po’ inquietante: “piano sequenza di due ore”. E c’è già troppa lungaggine in giro per non destare qualche preoccupazione. Invece niente male la scelta di Alberto Angela di andare a Pompei per praticare una sorta di sport estremo nel realizzare la nuova puntata di Meraviglie (Rai 1, lunedì sera). La telecamera non stacca mai, segue Angela nella sua ricognizione su antiche e nuovissime scoperte nel sito, è come una gita evoluta che non ha stacchi in montaggio: un operatore, anzi tre che si alternano, alla macchina da presa. Finché si ha un sobbalzo, la telecamera si innalza e se ne va molto in alto a riprendere: il dubbio è che sia il turno dell’operatore Nembo Kid, ma nel backstage finale è lo stesso Angela a spiegare tutto, c’è una gru, il passaggio, sempre senza smettere di riprendere, è dall’uomo al braccio meccanico e poi di nuovo giù, tra discese ardite e risalite mentre il conduttore inanella una descrizione dopo l’altra con i continui incontri con archeologi e operatori giovani: la cui dedizione, il cui spirito, risultano assai consolatori per lo spettatore ben disposto.
Da oggi, mostrato in anteprima, è aperto al pubblico uno spazio nuovo che si chiama Insula dei casti amanti. Molto meno casta è la parte hot che arriva a tarda ora con graffiti che ricordano certe cose di whatsapp e vanno a sparigliare la rotondità del racconto ininterrotto nel quale Angela riversa il mondo pompeiano dell’epoca. Da immaginare, come in una fiction, tra locande, terme, botteghe da proteggere e sullo sfondo un vulcano che non metteva paura perché non aveva ancora forma di vulcano. Lunedì prossimo, per la ricorrenza, si va in Normandia e rispetto alla ripresa infinita pompeiana sarà come una vacanza, o quasi.
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Circola, in tv e piattaforme, uno spot che inizia spiegando nel dettaglio come scoprire se il proprio cane o gatto abbia i vermi. Poi appare il prodotto apposito e si pronuncia la frase “sverminare i propri animali domestici”. A quel punto però l’orecchio ormai distratto percepisce “sterminare” e l’effetto è un po’ così.