Beach Boys, un sogno chiamato California
di Antonio DipollinaI Beach Boys in uno scatto del 1964
Il surf, certamente. Le grandi onde sulle spiagge della California, primi anni 60, le canzoni perfette e i filmati: arrivavano nelle case dei ragazzi del Minnesota o di Stati centrali degli Usa e quelli scoprivano che esistevano posti così. Non si può prescindere da questo, nel docufilm The Beach Boys — da pochi giorni su Disney +.
Ma la storia è assai più complessa, forse importante e pure simbolica. I ragazzi Wilson (Brian, Carl e Dennis), un cugino, il patriarca che li guidava. E nacquero i Beach Boys: la vicenda è tutta in questo doc che arriva diciamo al limite del tempo. Basta fare due conti e i protagonisti ancora in vita vanno verso gli ottanta ed è stato meglio che il lavoro, bellissimo, fosse realizzato ora, alfine. Rivoluzione musicale, nel segno della leggerezza, del surf, delle tavole e delle ragazze in bikini. Al centro lui, Brian, il genius del gruppo — paffuto, introverso, che voleva stare chiuso in stanza a comporre e odiava andare in tour e finiva preda di psicofarm…
Il surf, certamente. Le grandi onde sulle spiagge della California, primi anni 60, le canzoni perfette e i filmati: arrivavano nelle case dei ragazzi del Minnesota o di Stati centrali degli Usa e quelli scoprivano che esistevano posti così. Non si può prescindere da questo, nel docufilm The Beach Boys — da pochi giorni su Disney +.
Ma la storia è assai più complessa, forse importante e pure simbolica. I ragazzi Wilson (Brian, Carl e Dennis), un cugino, il patriarca che li guidava. E nacquero i Beach Boys: la vicenda è tutta in questo doc che arriva diciamo al limite del tempo. Basta fare due conti e i protagonisti ancora in vita vanno verso gli ottanta ed è stato meglio che il lavoro, bellissimo, fosse realizzato ora, alfine. Rivoluzione musicale, nel segno della leggerezza, del surf, delle tavole e delle ragazze in bikini. Al centro lui, Brian, il genius del gruppo — paffuto, introverso, che voleva stare chiuso in stanza a comporre e odiava andare in tour e finiva preda di psicofarmaci e Lsd — facile fare il resistente a oltranza se hai le fattezze di Mick Jagger: se sei paffuto è un’altra storia.
E il racconto decolla davvero quando si incrociano i Beatles (“Perché loro vanno in tv e noi no?”) e quando Brian decide di cambiare musica e scrive un album bellissimo e dentro il tempo (fatto di Vietnam eccetera). Lennon e Mc Cartney lo ascoltano e corrono a scrivere Sgt. Pepper per non restare indietro. Finisce male, il patriarca non ci capisce più nulla e vende l’intero catalogo a 700 mila dollari — ne valeva decine di milioni. E finisce con la rimpatriata per questo doc, Brian sulla sua carrozzina forse capisce quello che succede, forse no. Ma la storia intera è davvero sorprendente, tutt’altro che una banale storia di surf e surfisti.??????????????
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Dennis, il fratello bello, una sera carica due ragazze autostoppiste e le porta nel covo della band. E spiega: “Siamo quasi una setta, e abbiamo un guru”, intendendo Brian. E le due: “Anche noi abbiamo un guru, si chiama Charles Manson”. Il seguito è tutto da scoprire.