Laura Carafoli: “Con Amadeus costruiremo su Discovery la nuova tv degli italiani. La politica da noi non arriva”
di Silvia FumarolaPrima dote la curiosità e non essere mai giudicante, qualità che per chi fa televisione pare indispensabile visto che il pubblico a cui si rivolge è appassionato delle interviste di Che tempo che fa sul Nove ma anche della battaglie contro i foruncoli su Real Time. Laura Carafoli, responsabile dei contenuti del gruppo Warner Bros. Discovery per il Sud Europa, è una donna ironica che, si capisce da come parla, è prima di tutto una spettatrice. Classe 1970, nata a Novara, laurea in Filosofia, è la manager televisiva che sogna in grande: “Una tv per tutti”.
Quanto è importante l’arrivo di Amadeus?
“Non è importante, è molto di più. E’ indispensabile. Stiamo cercando di costruire una nuova televisione degli italiani, un posto dove si sentano a casa e che ispiri fiducia. Amadeus è un magnete, ha occhi velocissimi, curiosi, lo sguardo ironico: è un personaggio che ha quell’autenticità. A settembre arriverà sul Nove con Identity, il format noto in Italia come I soliti ignoti. E’ una prima di…
Prima dote la curiosità e non essere mai giudicante, qualità che per chi fa televisione pare indispensabile visto che il pubblico a cui si rivolge è appassionato delle interviste di Che tempo che fa sul Nove ma anche della battaglie contro i foruncoli su Real Time. Laura Carafoli, responsabile dei contenuti del gruppo Warner Bros. Discovery per il Sud Europa, è una donna ironica che, si capisce da come parla, è prima di tutto una spettatrice. Classe 1970, nata a Novara, laurea in Filosofia, è la manager televisiva che sogna in grande: “Una tv per tutti”.
Quanto è importante l’arrivo di Amadeus?
“Non è importante, è molto di più. E’ indispensabile. Stiamo cercando di costruire una nuova televisione degli italiani, un posto dove si sentano a casa e che ispiri fiducia. Amadeus è un magnete, ha occhi velocissimi, curiosi, lo sguardo ironico: è un personaggio che ha quell’autenticità. A settembre arriverà sul Nove con Identity, il format noto in Italia come I soliti ignoti. E’ una prima discesa in campo sul nostro canale con un prodotto che parla a tutti, con la freschezza di un formato che lo rappresenta e ha una grande riconoscibilità”.
Cosa l’ha colpita di lui?
“Dopo tanti anni di carriera è come un ragazzino che ha voglia di mettersi in gioco, è uno di quegli artisti che non riesci a definire perché non è statico. Ha saputo conquistare la stima e l’affetto di tutti”.
Sia Amadeus che Fazio sono stati blindati con contratti di quattro anni, una scelta strategica?
“Che tempo che fa ha portato risultati straordinari, incredibili. Fazio si è portato il suo pubblico sul Nove. I contratti lunghi non solo servono a consolidare il rapporto e danno la possibilità di sviluppare i progetti”.
L’obiettivo che si è posta?
“Sicuramente riproporre validi motivi per vedere la televisione, conquistare un pubblico curioso. Adesso è il momento di unire le due anime, sperimentale e innovativa, a un certo punto è circolata la voce che tanti volevano venire da noi. C’è una voglia di sedersi alla nostra tavola, rimettere la televisione generalista in una posizione che un po’ ha perso. Penso che abbiamo intrapreso la direzione giusta. Con i nostri progetti vogliamo riportare la televisione al centro del villaggio, c’è l’entusiasmo di metterla al di sopra dello smartphone. I dati dicono che siamo nella direzione giusta, il nostro gruppo ha dieci canali e sta crescendo più di tutti gli altri, su tutti i canali. Sul Nove del 30% ma in prima serata, nel 2024 del 58%. Real Time sta facendo il suo anno, 25%. Sono andati benissimo Dont’ forget the lyrics con Gabriele Corsi e Comedy match con Katia Follesa, che ha chiuso al 3.5% e lo rifaremo”.
Maurizio Crozza è stato il primo a credere in Discovery: ha avuto sempre la massima libertà d’azione?
“Con Maurizio c’è un rapporto non dico quotidiano ma quasi, è un artista vero. Il gruppo lavora per lui, ha un team affiatatissimo che scrive, non lasciano niente al caso. Ma tutta l’azienda è a disposizione. Tutto si basa sulla creatività e sullo scambio continuo che abbiamo con i nostri talent, il rapporto di fiducia regala molta serenità”.
Che ha pensato quando lo ha visto nei panni di Giorgia Meloni?
“E’ uno dei personaggi più forti, quando fa le donne non usa particolari trucchi, coglie i dettagli”.
Cosa le viene in mente quando legge delle polemiche in Rai, sempre legate alla politica?
“Che la politica da noi non arriva. Mai sentito nessuno”.
Se la chiamassero a Viale Mazzini ci andrebbe?
“In tutta sincerità, no. Anche se sono nata e cresciuta professionalmente in Rai alla fine degli anni 90. Sono un’ansiosa e ho bisogno di una progettualità, penso che si debbano avere dei punti fermi. Come puoi pensare che dopo otto mesi, due anni, cambia il vento della politica e salta tutto? Però il progetto di una televisione pubblica è meraviglioso”.
Viene da Novara, è orgogliosamente provinciale. Fazio arriva da Savona, Amadeus è nato a Ravenna e cresciuto a Verona: la provincia crea sognatori concreti?
“Credo proprio di sì, e lo fa da sempre. Ispira chi fa lavori più creativi e artigianali, hai voglia di esserci e lavori con un’ambizione che non è da supponenti. Crediamo in quello che facciamo”.
Fantamercato: le primedonne della tv che stima?
“Antonella Clerici mi piace molto, è una donna vera, ha il dono dell’empatia e rappresenta bene una parte di pubblico. Federica Sciarelli è un fenomeno, fa un programma bellissimo, Chi l’ha visto non si batte. Come lo fa lei, nessuno”.
Da sempre è attenta al pubblico femminile. E’ difficile da conquistare?
"Ci seguono le donne dai 25 ai 54 anni, abbiamo avuto una fase di Real Time in cui facevamo più fatica a intercettarle, c’è stata la rivoluzione dei social media, dedicavano più tempo lì. Ora grazie a uno studio che abbiamo fatto fare siamo riusciti a reintercettarle, ci segue un pubblico curioso: Real Time è il primo canale nazionale per quel che riguarda i social media, 5 milioni di follower +25% grazie a Casa a prima vista, il programma dell’anno. Quei tre agenti, Ida, Mariana e Gianluca, sono fortissimi. Abbiamo proposta una versione rinnovata di Cortesie per gli ospiti, e dal 19 giugno parte Spose in affari, abbiamo capito grazie a Cash or trash che c’è un trend delle aste. In questa nuova trasmissione con Lodovica Comello e Enzo Miccio sono messi all’asta tre abiti da sposa di seconda mano, dietro ci sono storie interessanti. E poi stiamo preparando Angela megastar, storia di una signora cinese da 40 anni a Roma che ha un grande negozio sull’Ostiense ed è fenomenoo di TikTok. Lo stiamo facendo con Simona Ercolani”.
Le stranezze l’hanno sempre incuriosita, trasmissioni sulla pelle in eccesso, foruncoli giganti, piedi al limite, Sos acne. La medicina estrema trionfa su Real Time: come spiega il successo?
“Sos acne con la dottoressa Ines Mordente è un fenomeno. Poi trattiamo anche malattie misteriose, di impatto, che capisco possano creare un respingimento. C’è molta gente che nutre curiosità verso queste patologie: sicuramente c’è un po’ di voyeurismo ma anche una parte informativa non banale. mostriamo tante cose per far capire che è possibile esorcizzare. Crediamo nella body positivity”.
Dica la verità, è ipocondriaca?
“Tantissimo. La mia è una patologia, la malattia e tutti gli aspetti legati alla salute sono le cose che mi appassionano di più. Nonno e bisnonno medici, mi sarebbe piaciuto studiare Medicina”.
E le serie? La piattaforma Max quando arriverà?
“In Spagna è stata lanciata il 21 maggio con grande successo, mentre in Italia abbiamo iniziato lo sviluppo di alcune serie scripted, contiamo sulle proposte degli sceneggiatori. Partirà all’inizio del 2026”.
Fiction a parte, cosa vuole il pubblico?
“Vedo un ritorno importante verso il racconto della televisione lineare, credo che abbia voglia di essere intrattenuto e di ascoltare: il successo del programma di Fazio, del professor Alessandro Barbero, di Corrado Augias, di Aldo Cazzullo, il fenomeno dei podcast, lo dimostrano. Al centro sono tornate le parole. Il tempo che spendiamo sui social media lo viviamo come un momento di perdita: alla fine cosa ho fatto? E’ vero che il telefono lo teniamo in mano, ma adesso alziamo gli occhi. Mi ha commosso vedere Alessandro Baricco da Fazio, rimane il momento di televisione più bello di quest’anno. Se potessi fare un programma con lui, lo farei domani”.