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Cash or trash, l’antiquariato in tv risveglia la memoria

Multischermo \ Dal lunedì al venerdì sul Nove la trasmissione diretta da Paolo Conticini
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In effetti per quella, stupenda, cappelliera di un vagone di terza classe di mille anni fa si potrebbero fare follie. Ma ci si può limitare anche allo stemma del Ferrochina Bisleri, ostentato come una reliquia di un passato ovviamente felice e meno carico di pensieri. Non esiste un programma come Cash or Trash-Chi offre di più che maggiormente soddisfi il gusto del suo pubblico, assai selezionato ma cospicuo, che si gode ogni puntata. Sul Nove sono partiti i nuovi episodi, si va dal lunedì al venerdì alle 20.30, ci si allarga ogni tanto in prime serate con i vip a partecipare. Asta tosta? Ma nemmeno un po’, c’è leggerezza estrema e divertimento. Il segreto è nella sterminata possibilità di reperire pezzi d’antiquariato - se è bislacco, meglio – di epoche che possono andare da secoli or sono a certo modernariato presente nella memoria di ogni spettatore – considerata l’età media in vigore davanti alla tv.

Ormai se si gira per qualche mercatino di cose antiche si scopre che il programma…

In effetti per quella, stupenda, cappelliera di un vagone di terza classe di mille anni fa si potrebbero fare follie. Ma ci si può limitare anche allo stemma del Ferrochina Bisleri, ostentato come una reliquia di un passato ovviamente felice e meno carico di pensieri. Non esiste un programma come Cash or Trash-Chi offre di più che maggiormente soddisfi il gusto del suo pubblico, assai selezionato ma cospicuo, che si gode ogni puntata. Sul Nove sono partiti i nuovi episodi, si va dal lunedì al venerdì alle 20.30, ci si allarga ogni tanto in prime serate con i vip a partecipare. Asta tosta? Ma nemmeno un po’, c’è leggerezza estrema e divertimento. Il segreto è nella sterminata possibilità di reperire pezzi d’antiquariato - se è bislacco, meglio – di epoche che possono andare da secoli or sono a certo modernariato presente nella memoria di ogni spettatore – considerata l’età media in vigore davanti alla tv.

Ormai se si gira per qualche mercatino di cose antiche si scopre che il programma – nel settore in questione - è diventato un volano niente male, non ci si sente più rigattieri dentro e si è quasi cool. In conduzione sempre Paolo Conticini con la sua voce da radiodramma anni 50 – beato lui – e gli esperti che si contendono i pezzi proposti dal pubblico o li rifiutano sdegnati. Anche qui il gruppetto, assai composito, è diventato di famiglia e si prodiga nell’esaltare o meno il prezioso bricco ottocentesco per fare il seltz (!?) o i calici ricavati da bossoli di cannone – mettete il Margarita nei vostri cannoni. Il programma, visto orario e cadenza quotidiana, sta tenendo in caldo il posto per l’Amadeus prossimo venturo dei Soliti Ignoti. Ma è ovvio che il folto gruppo di adepti dell’anticaglia vigilerà parecchio affinché lo spostamento e i cambiamenti non siano traumatici.

***A proposito di cose antiche, è ripartito Techetechetè. Prima puntata, un Pino Caruso d’epoca nei panni di un barbiere siculo che però voleva fare il comico e ora si accontenta di rallegrare i clienti con lazzi e battute. Sul muro del negozio una scritta: “Castigat radendo mores”. Bei tempi.

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