Vita e delitti di un magnate Usa, arriva il sequel della docuserie su Robert Durst
di Antonio DipollinaIl fuorionda del millennio è tutto americano e fa impallidire i casi simili nostrani, fossero pure di gente contigua a capi di governo. Risale al 2015 e ne fu protagonista Robert Durst, miliardario Usa del settore immobiliare, una sorta di mini-Trump folle (e non è mica facile) accusato di tre omicidi - la moglie, un’amica, un vicino di casa fatto a pezzi e buttato nell’oceano. Un regista, Andrew Jarecki ne aveva già tratto un film nel 2010, con Ryan Gosling addirittura. Anni dopo decise di realizzare anche la docuserie, con Durst – mai incastrato da prove effettive – consenziente e partecipe.
Finché alla vigilia della messa in onda dell’ultimo episodio, la Polizia si presenta dal miliardario e lo porta via. La sera dopo va in onda la puntata, davanti a mezza America col fiato sospeso: a Durst viene mostrata una prova davvero pesante, lui chiede di interrompere per andare in bagno. Va in bagno e inizia a parlare da solo, recriminando: ma ha il microfono acceso e dice più o meno “Stavol…
Il fuorionda del millennio è tutto americano e fa impallidire i casi simili nostrani, fossero pure di gente contigua a capi di governo. Risale al 2015 e ne fu protagonista Robert Durst, miliardario Usa del settore immobiliare, una sorta di mini-Trump folle (e non è mica facile) accusato di tre omicidi - la moglie, un’amica, un vicino di casa fatto a pezzi e buttato nell’oceano. Un regista, Andrew Jarecki ne aveva già tratto un film nel 2010, con Ryan Gosling addirittura. Anni dopo decise di realizzare anche la docuserie, con Durst – mai incastrato da prove effettive – consenziente e partecipe.
Finché alla vigilia della messa in onda dell’ultimo episodio, la Polizia si presenta dal miliardario e lo porta via. La sera dopo va in onda la puntata, davanti a mezza America col fiato sospeso: a Durst viene mostrata una prova davvero pesante, lui chiede di interrompere per andare in bagno. Va in bagno e inizia a parlare da solo, recriminando: ma ha il microfono acceso e dice più o meno “Stavolta mi hanno incastrato. E che devo fare, è ovvio che li ho uccisi io”. A Striscia la Notizia sarebbero impazziti di felicità, ma intanto The Jinx – questo il titolo della docuserie - divenne un must e forse anche un cult, vincendo sei Emmy. The Jinx 2 – sempre produzione HBO - è appena arrivato su Sky Documentaries, con i primi due episodi: dentro, il racconto delle indagini successive, che portarono all’ergastolo per Durst, quasi ottantenne, nel 2021 - morirà l’anno successivo. Per l’occasione, Sky ha reso disponibile anche quella storica prima serie. L’intreccio tra cold case, true-crime e protagonismo della tv è mirabolante – difficile ricordare una simile commistione di causa ed effetto in queste cose, con la docuserie che “fa” le indagini e risolve: ma a livelli stellari rispetto a casi minori simili. E tutto diventa una sorta di reality mortale, che ridicolizza i reality fatti per gioco, per quanto ridicoli fossero già in partenza.
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Presentate come le prime nella prossima stagione, con titoli come “Tango cambia di serata, promozione per Monica Setta”, le novità anticipate in Rai sembrano davvero eccitanti. Per Mediaset e Discovery, ovviamente.