La buona tv che racconta il mondo dei malati di Sla
di Antonio DipollinaSi chiama Con un battito di ciglia, è passato su Rai3 martedì in seconda serata e tecnicamente si tratta di un doveroso docufilm di adesione alla Giornata mondiale dedicata alla Sla. La proposta si è rivelata molto più articolata di un comune doc di testimonianza. Quella sigla, quell’acronimo è reso necessario dalla dizione davvero difficile della malattia: Sclerosi laterale amiotrofica. Pressoché impossibile, ma l’inquietudine superiore che il nome tecnico per esteso induce è in realtà quella che avvicina di più alla realtà delle cose. C’è Drusilla Foer che incontra le famiglie, ci sono quattro persone – si chiamano Julius, Pippo, Laura, Luigi. A loro sono state poste domande sulla propria condizione. Hanno risposto con i mezzi di cui possono disporre – il movimento degli occhi, una tastiera, la voce elettronica come risultato finale. Grazie a chi ha partecipato – le risposte sono state lette da alcuni attori, Aldo Baglio, Giancarlo Ratti, Francesca Cavallin, Antonio Ornano – il risu…
Si chiama Con un battito di ciglia, è passato su Rai3 martedì in seconda serata e tecnicamente si tratta di un doveroso docufilm di adesione alla Giornata mondiale dedicata alla Sla. La proposta si è rivelata molto più articolata di un comune doc di testimonianza. Quella sigla, quell’acronimo è reso necessario dalla dizione davvero difficile della malattia: Sclerosi laterale amiotrofica. Pressoché impossibile, ma l’inquietudine superiore che il nome tecnico per esteso induce è in realtà quella che avvicina di più alla realtà delle cose. C’è Drusilla Foer che incontra le famiglie, ci sono quattro persone – si chiamano Julius, Pippo, Laura, Luigi. A loro sono state poste domande sulla propria condizione. Hanno risposto con i mezzi di cui possono disporre – il movimento degli occhi, una tastiera, la voce elettronica come risultato finale. Grazie a chi ha partecipato – le risposte sono state lette da alcuni attori, Aldo Baglio, Giancarlo Ratti, Francesca Cavallin, Antonio Ornano – il risultato finale è di impatto alto e non comune.
C’è anche Mario Calabresi che a suo tempo ha preso a cuore uno di questi casi: alla fine dei cinquanta minuti si ha la sensazione di aver attraversato una miriade di spunti e riflessioni che creano una sorta di puzzle, a fin di bene, tra chi soffre di Sla e il piccolo mondo intorno che si aggrega per ogni singolo caso. Con un battito di ciglia è stato realizzato da Libero Produzioni, con Rai Documentari, gli autori sono Marco Falorni e Andrea Frassoni. La Sclerosi laterale amiotrofica, che trasforma il corpo umano in una prigione senza scampo, non somiglia a nient’altro, è un incubo peculiare. Gli studiosi che nel finale aprono a una minima speranza per il futuro, a patto che la ricerca non ceda di un centimetro, aumentano l’impatto emotivo di un docufilm di valore.
***
“Sto guardando le immagini del Gay Pride e mi chiedo una cosa: ma che bisogno hanno di stare mezzi nudi? Guardate me, io oggi per festeggiare mi sono anche messo una camicetta rosa” (Roberto Vannacci, Zona Bianca, Rete4).