Segreti e spie nella zona franca di Davos
di Antonio DipollinaL’estate televisiva, si sa, conta pochissimo, figuriamoci se bisogna poi cercare di contrastare il grande calcio degli Europei (la tv è sempre quella cosa che bisogna riempire in qualche modo tra una grande partita e quella successiva). La scelta di Canale 5 in questi giorni è notevole: da un lato soap turche a ripetizione, dall’altro, con un non so che di sbolognamento, fiction di rilievo pressoché internazionale – e poi vada come deve andare. È appena partita la serie su Brigitte Bardot e subito, mercoledì sera, si è raddoppiato con la prima delle tre serate di Davos. Che non è come dirlo – il Forum economico mondiale non c’entra alcunché, ma il luogo incute fascino comunque.
Siamo dentro una iper-produzione svizzero-tedesca, con gran dispendio di scene abbacinanti tra le nevi del luogo: è il 1917, Davos, nella neutrale Svizzera, è una sorta di zona franca dove si danno convegno i big delle nazioni in guerra confinanti. E dove si decidono molti destini, si annuncia la scoperta di nu…
L’estate televisiva, si sa, conta pochissimo, figuriamoci se bisogna poi cercare di contrastare il grande calcio degli Europei (la tv è sempre quella cosa che bisogna riempire in qualche modo tra una grande partita e quella successiva). La scelta di Canale 5 in questi giorni è notevole: da un lato soap turche a ripetizione, dall’altro, con un non so che di sbolognamento, fiction di rilievo pressoché internazionale – e poi vada come deve andare. È appena partita la serie su Brigitte Bardot e subito, mercoledì sera, si è raddoppiato con la prima delle tre serate di Davos. Che non è come dirlo – il Forum economico mondiale non c’entra alcunché, ma il luogo incute fascino comunque.
Siamo dentro una iper-produzione svizzero-tedesca, con gran dispendio di scene abbacinanti tra le nevi del luogo: è il 1917, Davos, nella neutrale Svizzera, è una sorta di zona franca dove si danno convegno i big delle nazioni in guerra confinanti. E dove si decidono molti destini, si annuncia la scoperta di nuove armi etc. Qui arriva una crocerossina – Johanna, interpretata da Dominique Devenport, grande star di queste cose televisive da quelle parti. Per esempio è la Sissi della serie tv, anch’essa passata su Canale 5. la ragazza ha un peccato originale, ovvero una figlia che deve nascere avuta da un soldato tedesco sul fronte, poi caduto sul fronte medesimo: questo la rende ricattabile e va a finire che una sorta di Mata Hari in azione, discreto personaggio, la assolda come spia per i tedeschi. Siccome lei è davvero in gamba, e all’occorrenza opera meglio di un chirurgo, il ciclone degli eventi si fa tostissimo da subito. Davos ha qualcosa che attrae – alla lontanissima, certi passaggi ricordano il capolavoro Babylon Berlin, di Sky - ma rimane riservato a cultori del genere, strettamente osservanti.
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Proprio ieri su Sky è arrivato in prima tv Un altro Ferragosto, di Paolo Virzì. Ovvero il film con cui il regista ha spiegato dove sono andati a finire i vecchi tempi. E non era tutto, ancora parecchio doveva succedere...