✕

‘We were the lucky ones’, la serie: ci sono vite che con il coraggio disegnano la Storia

Joey King 
Multischermo / Su Disney+ la storia di una famiglia travolta dalla tragedia dell’Olocausto
1 minuti di lettura

Ogni storia famigliare attinente all’Olocausto è infelice a suo modo e, nei meandri dei ricordi personali, quello che diventa incessante nel tempo è il racconto attraverso memoria, ormai soprattutto tramandata. È il caso della statunitense Georgia Hunter che nel 2000, quando aveva 22 anni, ha scoperto d’essere figlia di un sopravvissuto alle persecuzioni. In particolare, ha scoperto quanto fosse frastagliata la storia della sua famiglia, al punto da indurla a mettersi in viaggio per il mondo sulle tracce di parenti la cui collocazione umana e geografica alla fine del conflitto disegna una sorta di mappa del mondo e della storia.

Da qui un libro, uscito nel 2017 — tradotto in Italia come Noi, i salvati, Editrice Nord. Da qui una miniserie, appena uscita con tutti gli otto episodi su Disney+. Titolo: We were the lucky ones. Si parte poco prima dello scoppio della guerra da Radom, Polonia: qui la famiglia dei Kurc, ebrei-polacchi benestanti, cinque figli con ambizioni nei vari campi dell…

Ogni storia famigliare attinente all’Olocausto è infelice a suo modo e, nei meandri dei ricordi personali, quello che diventa incessante nel tempo è il racconto attraverso memoria, ormai soprattutto tramandata. È il caso della statunitense Georgia Hunter che nel 2000, quando aveva 22 anni, ha scoperto d’essere figlia di un sopravvissuto alle persecuzioni. In particolare, ha scoperto quanto fosse frastagliata la storia della sua famiglia, al punto da indurla a mettersi in viaggio per il mondo sulle tracce di parenti la cui collocazione umana e geografica alla fine del conflitto disegna una sorta di mappa del mondo e della storia.

Da qui un libro, uscito nel 2017 — tradotto in Italia come Noi, i salvati, Editrice Nord. Da qui una miniserie, appena uscita con tutti gli otto episodi su Disney+. Titolo: We were the lucky ones. Si parte poco prima dello scoppio della guerra da Radom, Polonia: qui la famiglia dei Kurc, ebrei-polacchi benestanti, cinque figli con ambizioni nei vari campi delle occupazioni umane, finisce nel vortice dell’occupazione nazista, subisce la spaccatura a metà del Paese dopo l’accordo tra Hitler e Stalin e vede allontanarsi ogni componente verso i luoghi più disparati del pianeta, Rio de Janeiro compresa. Il lignaggio elevato cessa di essere protettivo, rimane la consunzione dei beni in favore di piccole corruzioni verso i manutengoli del nuovo potere. Fratelli e sorelle però sono di vitalità estrema, a fine conflitto scatta l’istinto del ritrovarsi insieme. Il modo di raccontare è abbastanza classico, ma con salti temporali spesso inafferrabili. Il filone è quello del robusto racconto che nasce dall’essenza stessa delle vicende umane in un simile contesto: per chi volesse qualcosa di più laterale, l’esempio recente migliore rimane Il tatuatore di Auschwitz, disponibile su Sky.

***

Domani è il grande giorno per la partenza su Canale 5 di Temptation Island. Nella prima puntata i concorrenti tenteranno di convincere Cristoforo Colombo a seguire le rotte immaginate da Galileo Galilei.

Leggi i commenti