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Tutti in Camper tra paesaggi (estivi) e mozzarelle

Multischermo / Su Rai 1 il programma condotto da Marcello Masi
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Il vero guardiano dell’estate televisiva, in servizio ogni giorno dal lunedì al venerdì, è Marcello Masi. Non solo guardiano, anche format vivente, su Rai 1 a mezzogiorno, di una interpretazione irresistibile e nella quale si specchia qualunque telespettatore. Il programma è Camper, ovvero il proseguimento di Linea Verde con altri mezzi, e per certi versi anche la versione fluida dei mezzogiorno di Antonella Clerici – in un angolo dello studio sorge comunque una cucina e a metà sbucano un paio di cuochi che sanno il fatto loro.

Il format di cui si parla è appunto Masi che coordina, lancia, commenta inviati e inviate in giro per l’Italia a scofanarsi di cibo genuino dei vari luoghi tipici. E lì il regista avveduto divide in due lo schermo: sulla destra l’inviata che divora mozzarelle di bufale con carciofini da svenimento. E sulla sinistra c’è Masi, in studio, che mostra tutti i volti possibili della sofferenza dettata dall’invidia. Appena sbuca la fetta di culatello, Masi finge un man…

Il vero guardiano dell’estate televisiva, in servizio ogni giorno dal lunedì al venerdì, è Marcello Masi. Non solo guardiano, anche format vivente, su Rai 1 a mezzogiorno, di una interpretazione irresistibile e nella quale si specchia qualunque telespettatore. Il programma è Camper, ovvero il proseguimento di Linea Verde con altri mezzi, e per certi versi anche la versione fluida dei mezzogiorno di Antonella Clerici – in un angolo dello studio sorge comunque una cucina e a metà sbucano un paio di cuochi che sanno il fatto loro.

Il format di cui si parla è appunto Masi che coordina, lancia, commenta inviati e inviate in giro per l’Italia a scofanarsi di cibo genuino dei vari luoghi tipici. E lì il regista avveduto divide in due lo schermo: sulla destra l’inviata che divora mozzarelle di bufale con carciofini da svenimento. E sulla sinistra c’è Masi, in studio, che mostra tutti i volti possibili della sofferenza dettata dall’invidia. Appena sbuca la fetta di culatello, Masi finge un mancamento e va detto che mai come in un caso simile un conduttore si fa interprete del vero sentimento popolare, che nasce da meccaniche gastroesofagee. Del resto non si può lamentare: un tempo era Masi stesso a solcare la Penisola a caccia di trigliceridi, ora ha appena annunciato il suo prossimo pensionamento e quest’ultimo sforzo da invidia ha un senso. Per chi volesse esercitarsi nelle dietrologie, Camper è un trionfo di italianità e promozione turistica, si intuiscono davanti al video un paio di ministri che annuiscono vigorosamente per tutto il tempo. Impagabili, da parte dei vari inviati fortunelli sparsi per mari e montagne, le gag a cui costringono le popolazioni locali, tutte da bocciatura netta alla filodrammatica oratoriale. Ma per la causa, questo e altro.

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La desistenza di Rete 4. Ebbene sì. Oggi pomeriggio mandano il film Il castello di carte, con Orson Welles. Sintesi della trama: “Un criminale antidemocratico e razzista vuole conquistare la Francia. Un americano fa di tutto per contrastarlo”.

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