✕

Tanti temi e dono della sintesi, Il “Noos” di Alberto Angela e l’eredità di “SuperQuark”

(ansa)
Multischermo / Il figlio di Piero spazia tra diversi argomenti e punta sull’efficacia degli ospiti fissi, fra cui Carlo Lucarelli
1 minuti di lettura

Alberto Angela è reduce da una delle puntate serali più folgoranti, forse destinata a segnare il futuro del genere: ovvero quella ricognizione di Pompei in presa diretta, con un lungo piano sequenza senza interruzioni di almeno due ore con conseguente sforzo fisico personale – il ragazzo ormai ha molta esperienza – e un minimo di affanno nel racconto che, in realtà, ha aumentato il pathos dell’intera serata. Adesso è il momento di tirare il fiato – si fa per dire – e tornare in studio, come accade il giovedì sera con Noos, sette puntate previste. Angela è comunque sempre in scena, con ospiti sempre di riguardo, e tiene i raccordi di quello che è, ormai ufficialmente, la prosecuzione di SuperQuark con altri mezzi, più moderni.

L’alt…

Alberto Angela è reduce da una delle puntate serali più folgoranti, forse destinata a segnare il futuro del genere: ovvero quella ricognizione di Pompei in presa diretta, con un lungo piano sequenza senza interruzioni di almeno due ore con conseguente sforzo fisico personale – il ragazzo ormai ha molta esperienza – e un minimo di affanno nel racconto che, in realtà, ha aumentato il pathos dell’intera serata. Adesso è il momento di tirare il fiato – si fa per dire – e tornare in studio, come accade il giovedì sera con Noos, sette puntate previste. Angela è comunque sempre in scena, con ospiti sempre di riguardo, e tiene i raccordi di quello che è, ormai ufficialmente, la prosecuzione di SuperQuark con altri mezzi, più moderni.

L’altra sera, in puntata, moltissimi argomenti uno via l’altro, privilegiando la brevità dei temi, che spaziavano per ogni dove. L’impressione è che trovare un pubblico interessato davvero a tutto sia impresa complicata, e una formula più breve e compatta funzionerebbe di più. Quelli che sono ospiti fissi sanno però il fatto loro, si rivede un Carlo Lucarelli efficacissimo (un racconto bello e inquietante su un crimine spagnolo di tanto tempo fa, che contrapponeva scienza e superstizione). Ma ha fatto colpo il giovane paleontologo Alessandro Chiarenza: a quattro anni era davanti alla tv e vide Il pianeta dei dinosauri di Piero Angela. Chiese alla madre di avere un dinosauro giocattolo e da allora non ha più smesso. L’ideale, a quel punto, sarebbe stato far entrare colui che nel maggio scorso si scagliò contro lo studio dei dinosauri, in quanto inutile. Il tizio in questione fa il ministro dell’Istruzione. La sua faccia di fronte all’entusiasmo e alla passione di quel sapere tramandato via televisione avrebbe meritato anch’essa un piano sequenza di due ore.

***

Molti presenti nello sparuto gruppo di spettatori che hanno seguito il Premio Strega coltivavano la speranza di veder sbucare anche quest’anno il ministro Sangiuliano. Attesa delusa: con ogni evidenza ha preferito rimanere a casa a leggere un buon libro.

Leggi i commenti