“Transplant”, il medical drama dell’integrazione
di Antonio DipollinaDa noi è Doc, ma anche in Canada la fiction più vista è un medical, con le interazioni tra i dottori, l’ospedale come centro di tutto, i casi strani ed emozionanti uno dopo l’altro. Il Doc ambientato a Toronto, allo York Memorial Hospital, coltiva però ambizioni superiori nello spunto che è alla base di tutto. La serie si chiama Transplant e su Sky è appena iniziata la stagione numero 3 – tutte disponibili. Il protagonista è un giovane chirurgo siriano, ha operato in zone di guerra al suo Paese, è finito poi in Canada dove si è presentato con il suo bel titolo di studio e il curriculum: e gli hanno spiegato che quelli, in Canada, erano solo pezzi di carta a valore zero.
Bashir – questo è il suo nome - detto Bash, interpretato da Hamza Haq, si vede crollare tutto addosso e finisce a fare il cameriere in un ristorante. Ovviamente dopo qualche giorno succede un disastro con feriti gravissimi: Bashir molla piatti e bicchier…
Da noi è Doc, ma anche in Canada la fiction più vista è un medical, con le interazioni tra i dottori, l’ospedale come centro di tutto, i casi strani ed emozionanti uno dopo l’altro. Il Doc ambientato a Toronto, allo York Memorial Hospital, coltiva però ambizioni superiori nello spunto che è alla base di tutto. La serie si chiama Transplant e su Sky è appena iniziata la stagione numero 3 – tutte disponibili. Il protagonista è un giovane chirurgo siriano, ha operato in zone di guerra al suo Paese, è finito poi in Canada dove si è presentato con il suo bel titolo di studio e il curriculum: e gli hanno spiegato che quelli, in Canada, erano solo pezzi di carta a valore zero.
Bashir – questo è il suo nome - detto Bash, interpretato da Hamza Haq, si vede crollare tutto addosso e finisce a fare il cameriere in un ristorante. Ovviamente dopo qualche giorno succede un disastro con feriti gravissimi: Bashir molla piatti e bicchieri e si mette a salvare vite a mani nude, come ha imparato sul fronte mediorientale. L’impresa gli vale l’assunzione nell’ospedale agognato, a patto però di ripartire da zero, tirocinante e basta.
Da qui prende le mosse la trama successiva che è fatta di frustrazione personale – la burocrazia lo tiene per la gola: anche alla terza stagione gli tocca la fila all’ufficio immigrati – e di dinamiche nello staff medico che, appunto, richiamano quelle di Doc e di mille altre serie simili. In più, il vecchio e glorioso dottor House non è passato invano: in ogni episodio si presenta un caso di emergenza medica oltre l’assurdo. Transplant poteva essere molto più ardita, ma appunto il target è il pubblico generalista del Canada. Qui da noi è consigliabile soprattutto a quelli che avvertono la nostalgia per il citato Doc, per riempire la lunga attesa per il ritorno, si dice non prima di gennaio 2026.
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È arrivato quel periodo dell’anno nel quale l’occupazione televisiva più appassionante sta nello scoprire chi saranno i prossimi concorrenti di Ballando con le Stelle. E se non bastasse, agli Europei di calcio mancano soltanto tre partite.