Le cose nostre che spaventano più di un “crime”
di Antonio DipollinaUna fiction crime con una trama simile verrebbe probabilmente scartata. Oppure si deciderebbe che la storia raccontata è quasi esoterica e lontana dal poter arrivare a una soluzione plausibile, figuriamoci al lieto fine. Con una puntata speciale è tornato ieri in seconda serata su Raiuno il lungo racconto di Cose nostre, a firma Emilia Brandi: ovvero le storie resistenti sulle mafie di casa e cosa nostra, pescando da un repertorio ampio quanto destinato a mescolare nello spettatore ben disposto sbalordimento, disincanto, alla fine quasi malinconia.
Chi ha mai sentito davvero parlare della mafia di Cerignola? Da quei luoghi di Puglia si dipana una vicenda che parte dagli anni Ottanta e arriva a pochi mesi fa, quando al telegiornale e con un fare tra il rassegnato e lo sbrigativo per l’ennesima volta si annuncia un nuovo episodio etichettato così: “Assalto a un furgone portavalori”. Quando assaltano, sparando e ammazzando spesso e volentieri, furgoni portavalori e portandosi via tonnell…
Una fiction crime con una trama simile verrebbe probabilmente scartata. Oppure si deciderebbe che la storia raccontata è quasi esoterica e lontana dal poter arrivare a una soluzione plausibile, figuriamoci al lieto fine. Con una puntata speciale è tornato ieri in seconda serata su Raiuno il lungo racconto di Cose nostre, a firma Emilia Brandi: ovvero le storie resistenti sulle mafie di casa e cosa nostra, pescando da un repertorio ampio quanto destinato a mescolare nello spettatore ben disposto sbalordimento, disincanto, alla fine quasi malinconia.
Chi ha mai sentito davvero parlare della mafia di Cerignola? Da quei luoghi di Puglia si dipana una vicenda che parte dagli anni Ottanta e arriva a pochi mesi fa, quando al telegiornale e con un fare tra il rassegnato e lo sbrigativo per l’ennesima volta si annuncia un nuovo episodio etichettato così: “Assalto a un furgone portavalori”. Quando assaltano, sparando e ammazzando spesso e volentieri, furgoni portavalori e portandosi via tonnellate di soldi, con ogni probabilità c’è di mezzo la mafia di Cerignola. La lunga vicenda nei decenni rimanda a un’aura quasi da leggenda criminale: gente che studia il colpo alla perfezione per un tempo lunghissimo, per metterlo in pratica impiega pochi minuti, poi via col bottino e ci si disperde nei mesi o anni successivi, salvo ricominciare al momento giusto. Ovviamente ci sono state reazioni, molti sono finiti in carcere, ma la cesta non smette di produrre e ormai quelli in galera hanno quasi scontato la pena e usciranno, e poi chissà. Lo raccontano tra gli altri un procuratore attivo da allora e una donna, pentita con una storia raccapricciante alle spalle. E forse una fiction crime sul tema non si fa perché, davvero, trovare un finale degno sarebbe impossibile.
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Alla Partita del Cuore tra cantanti e politici in programma domani sera su Raiuno - è a fin di bene, quindi si tollera tutto - hanno allestito una moviola speciale, nonché apposita, che riproporrà le figuracce dei politici. Poi inizierà anche la partita.