La citazione è lunghetta ma vale davvero la pena. “Io sogno un mondo in cui gli scrittori siano obbligati per legge a tenere segreta la loro identità e usare uno pseudonimo. Questo porterebbe tre grandi vantaggi: una radicale riduzione della grafomania. Una minore ossessione per la vita letteraria. L’impossibilità di interpretare biograficamente le opere letterarie”. Autore della frase è Milan Kundera, scomparso un anno fa. La ricorrenza ha permesso a quelli della rubrica Sciarada-Il Circolo delle parole di Rai5 il lancio di uno speciale (Milan Kundera, dallo scherzo all’insignificanza) dedicato allo scrittore ceco, prima, poi francese in via definitiva.
i produzione francese è anche il doc, che vede sfilare tra gli altri, nelle testimonianze, gente come Bernard Henry-Levy e Yasmina R…
La citazione è lunghetta ma vale davvero la pena. “Io sogno un mondo in cui gli scrittori siano obbligati per legge a tenere segreta la loro identità e usare uno pseudonimo. Questo porterebbe tre grandi vantaggi: una radicale riduzione della grafomania. Una minore ossessione per la vita letteraria. L’impossibilità di interpretare biograficamente le opere letterarie”. Autore della frase è Milan Kundera, scomparso un anno fa. La ricorrenza ha permesso a quelli della rubrica Sciarada-Il Circolo delle parole di Rai5 il lancio di uno speciale (Milan Kundera, dallo scherzo all’insignificanza) dedicato allo scrittore ceco, prima, poi francese in via definitiva.
i produzione francese è anche il doc, che vede sfilare tra gli altri, nelle testimonianze, gente come Bernard Henry-Levy e Yasmina Reza. La frase chiude lo speciale, e a questo punto evocare in quella celebrazione dell’assenza il caso Elena Ferrante è tentazione irresistibile. Per cui si passa invece oltre: la storia di Kundera è novecentesca in purezza, i suoi percorsi politico-letterari – più efficaci, infatti, quelli che nelle immagini passano in bianco e nero – sono autentiche testimonianze degli intrecci politico-letterari del secolo scorso. Fino allo scarto decisivo, ovvero il successo planetario de L’insostenibile leggerezza dell’essere - da noi un caso di scuola. E da lì la progressiva dismissione di Kundera dalla vita pubblica e da quella letteraria in particolare, fino a valutarla - oggi – come una forma resistenziale, l’ultima possibile, prima del dilagare del cicaleccio continuo e oceanico su tutto quello che è creazione artistica. E non solo su quella. Lo speciale è disponibile su RaiPlay, astenersi utenti troppo inclini alla malinconia.
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Tra le novità della nuova stagione Mediaset spicca lo sbarco su Retequattro di Roberto Giacobbo con il suo programma Freedom. Giacobbo retequattrista innesca ipotesi accattivanti. Del tipo: un’indagine sui cerchi nei campi di grano. E il grano lo porta il ministro Lollobrigida.