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Rai, nei nuovi palinsesti spunta il programma di Mario Sechi. La protesta dem: “Siamo al servizietto pubblico”

Mario Sechi

 

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Il direttore di ‘Libero’ andrà in onda con il suo nuovo programma ‘Che magnifica impresa’ su Rai Storia. La reazione dei deputati pd in commissione Vigilanza. Gasparri: “I parlamentari di sinistra hanno la tv guasta”
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Un programma non si nega a nessuno e anche Mario Sechi, ex portavoce della premier Giorgia Meloni (ha curato l’Ufficio stampa e relazioni con i media della Presidenza del Consiglio per sei mesi) e direttore di Libero, avrà il suo: si intitola Che magnifica Impresa. I vertici Rai, che non vogliono sentir parlare di TeleMeloni, sono smentiti nei fatti. Gli amici non si lasciano fuori. La trasmissione di Sechi si intitola Che magnifica impresa e andrà in onda dal 26 novembre in prima serata su Rai Storia. «Sei puntate sull’immaginario, la manifattura e l’impresa italiana. Dal Bel Paese dei mestieri a quello dell’industria — spiega la brochure dell’offerta autunnale Rai — per raccontare tutte le volte che ce l’abbiamo fatta. Uomini e donne, parole e immagini, suoni e silenzi dell’avventura di un Paese che produce e vende un’idea che ha conquistato e continua ad affascinare il mondo: l’Italia».

La presenza di Sechi tra i volti del nuovo palinsesto del servizio pubblico, scatena la reazione…

Un programma non si nega a nessuno e anche Mario Sechi, ex portavoce della premier Giorgia Meloni (ha curato l’Ufficio stampa e relazioni con i media della Presidenza del Consiglio per sei mesi) e direttore di Libero, avrà il suo: si intitola Che magnifica Impresa. I vertici Rai, che non vogliono sentir parlare di TeleMeloni, sono smentiti nei fatti. Gli amici non si lasciano fuori. La trasmissione di Sechi si intitola Che magnifica impresa e andrà in onda dal 26 novembre in prima serata su Rai Storia. «Sei puntate sull’immaginario, la manifattura e l’impresa italiana. Dal Bel Paese dei mestieri a quello dell’industria — spiega la brochure dell’offerta autunnale Rai — per raccontare tutte le volte che ce l’abbiamo fatta. Uomini e donne, parole e immagini, suoni e silenzi dell’avventura di un Paese che produce e vende un’idea che ha conquistato e continua ad affascinare il mondo: l’Italia».

La presenza di Sechi tra i volti del nuovo palinsesto del servizio pubblico, scatena la reazione dei deputati democratici della Commissione di vigilanza sulla Rai. «Di giorno, con Libero, potrà continuare a lavorare alla fanfara del governo e all’attacco delle opposizioni, la sera si potrà invece dilettare nella conduzione di un programma Rai su “l’Italia che ce la fa ai tempi del governo Meloni”. Quella del direttore Sechi è davvero una carriera fruttuosa: con lui nasce in Rai il “servizietto pubblico”. Chiederemo un’audizione dei vertici Rai in vigilanza su questo ennesimo caso che alza l’allerta amichettismo a viale Mazzini».

A qualche ora di distanza la risposta del senatore di FI Maurizio Gasparri, membro della Vigilanza Rai: “I parlamentari della sinistra hanno la tv guasta. Forse non vedono che da lungo tempo Marco Damilano va in onda tutte le sere su un canale generalista della tv pubblica. La Rai era ed è telesinistra. Con appendici berlingueriane anche altrove”

Sechi lasciò l’incarico di capo della comunicazione della premier pare per tensioni interne. A Lilli Gruber, che a ottobre, a Otto mezzo, gli aveva chiesto spiegazioni, aveva risposto: «Perché mi hanno offerto la direzione di un giornale e il giornale è il primo amore, io faccio scelte professionali». C’è rimasta male Giorgia Meloni? «Abbiamo deciso insieme. «Qualcuno avrà anche brindato» aveva ironizzato Gruber. «Ah non lo so, noi brindiamo ogni volta che ci vediamo» aveva chiosato Sechi.

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