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Nella Rai di Meloni vincono gli amici. De Martino superstar, per lui contratto faraonico

Stefano De Martino durante la presentazione dell' "Offerta Rai 2024/2025"

 

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Presentati a Napoli i nuovi palinsesti. Bortone passa a Radio2
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NAPOLI — Va bene che lo slogan scelto dalla Rai per la presentazione dei palinsesti è “Più voci, più talento”, ma qualche voce manca. Ad esempio quella della conduttrice di Che sarà, Serena Bortone, che, punita per il caso Scurati — sei giorni di sospensione — alla richiesta di fare un programma di cultura «senza politica», che detto così fa un po’ ridere, lavorerà per Radio 2 con Simona Sala. «Nessuna censura. A Bortone, stimata collega» dice l’amministratore delegato della Rai Roberto Sergio «sono state fatte due proposte per Rai3 e Rai1: non sono state ritenute giuste per la sua idea di tv. Ha accettato la richiesta di fare un programma quotidiano su Radio2, anche visual».

Grandi filmati per presentare l’offerta, un po’ Guerre stellari, poche novità e una certezza: la star è Stefano De Martino, a cui è stato affidato Affari tuoi, cassaforte degli ascolti nell’access time, l’opzione per il Festival di Sanremo tra due anni, quando sarà finita l’era Carlo Conti. È il più atteso, il p…

NAPOLI — Va bene che lo slogan scelto dalla Rai per la presentazione dei palinsesti è “Più voci, più talento”, ma qualche voce manca. Ad esempio quella della conduttrice di Che sarà, Serena Bortone, che, punita per il caso Scurati — sei giorni di sospensione — alla richiesta di fare un programma di cultura «senza politica», che detto così fa un po’ ridere, lavorerà per Radio 2 con Simona Sala. «Nessuna censura. A Bortone, stimata collega» dice l’amministratore delegato della Rai Roberto Sergio «sono state fatte due proposte per Rai3 e Rai1: non sono state ritenute giuste per la sua idea di tv. Ha accettato la richiesta di fare un programma quotidiano su Radio2, anche visual».

Grandi filmati per presentare l’offerta, un po’ Guerre stellari, poche novità e una certezza: la star è Stefano De Martino, a cui è stato affidato Affari tuoi, cassaforte degli ascolti nell’access time, l’opzione per il Festival di Sanremo tra due anni, quando sarà finita l’era Carlo Conti. È il più atteso, il più fotografato, il più lodato dai vertici alla presentazione dell’offerta alla Rai di Napoli. Per il direttore Marketing, Stefano Coletta, De Martino è un volto chiave per svecchiare l’azienda. Lui ride: «Non è carino dirlo, la Rai è sempre stata giovane e lo dimostra ancora una volta».

Vox populi dice che abbia fatto questo upgrade, contratto di quattro anni (pare da 8 milioni di euro), in virtù dell’amicizia con Arianna Meloni. «Se fossi stato amico di Meloni avrei fatto il Festival di Sanremo cinque anni fa» dice il ballerino promosso conduttore di punta «non conosco nessuno della politica, mi ha portato in Rai Carlo Freccero più o meno cinque anni fa. La mia raccomandazione era — ed è — il pubblico. La vera spinta è stato un programma piccolo, su Rai 2: Stasera tutto è possibile, che mi ha legato al pubblico e ha fatto numeri sempre più grandi. Ora spero che il pubblico mi segua anche in questa avventura». La Rai ci crede, debutta a settembre: «Ho studiato tutti conduttori di Affari tuoi» spiega. «Non vedo l’ora di iniziare. Sanremo? Lo guardo da casa molto volentieri. Se però venisse fuori la possibilità di una conduzione, per una sera, per Carlo ci sono».

La Rai sbandiera i numeri e fa slittare le date del Festival di Sanremo (si svolgerà dall’11 al 15 febbraio) per evitare la Coppa Italia, Sergio loda Carlo Conti (che si fa in tre, con Tale e quale show e la serata evento per i cento anni della radio), Mara Venier oltre a Domenica in il sabato su Rai 1 condurrà Le stagioni dell’amore, per chi cerca l’anima gemella nella terza età (già ribattezzato l’Uomini e donne over versione Rai), Massimo Giletti condurrà Lo stato delle cose il lunedì sera su Rai 3, qualcuno dice in stile Che tempo che fa, l’informazione del giovedì sera su Rai 2 è affidata all’ex iena Antonino Monteleone, Luca Barbareschi parla alle coppie con Se mi lasci non vale. E finalmente, annunciato e poi cancellato la scorsa stagione, andrà in onda Insider di Roberto Saviano. Per il resto tutti confermati. Fiorello non fa il bis con Viva Rai2, e la paura inconfessabile è che scelga altri lidi. «Fiorello sta sul divano, lo sento quotidianamente, non farà tv nel 2024, confido nel 2025 se riusciremo a toglierlo da questo divano, cominceremo a ragionarci. Qualche timore che possa finire a Radio2 ce l’ho». Intanto lo show del mattino sarà Binario 2 con Andrea Perroni e Carolina Di Domenico, dalla stazione Tiburtina di Roma. Poi c’è la fiction: serie su Mike, Leopardi, squadre di detective. Obiettivo: pubblico largo.

Ma in questa passerella in cui la Rai celebra sé stessa, con il direttore Giampaolo Rossi e l’ad Sergio a fine mandato, in attesa di sapere il proprio destino, il mantra è ribadire che non è TeleMeloni. «La narrazione della Rai» dice Sergio «forse non coincide con quello che pensa la gente, gli ascolti e il Qualitel che registra 8, numeri importanti. E poi c’è un racconto quotidiano di polemiche che cerca di azzoppare definitivamente un’azienda con 12 mila dipendenti e un indotto enorme. Il documento europeo è una fila di menzogne, scritto da quattro professori e portato in Europa. Ci sono cose palesemente non vere». Rossi insiste: «Chiedo uno sforzo per uscire da una narrazione artificiale di una Rai che censura, ideologica, staccata dalla realtà». Peccato che molti episodi facciano pensare il contrario.

Arriva «il sincero apprezzamento per le dichiarazioni fatte da Pier Silvio Berlusconi a difesa degli interessi legittimi del servizio pubblico». È tempo di bilanci: «Sono stati 14 mesi intensi, difficili e straordinari, anche complessi perché oggettivamente sono da 20 anni in Rai e prima ho avuto molte esperienze manageriali. Ma non mi era mai capitato di avere un assedio come quello che la Rai ha vissuto quotidianamente. Ho cercato di metterci la faccia a tutela di tutti i colleghi e dei talent» continua Sergio, «qualcosa non l’avrei fatta come l’ho fatta, qualche mia esternazione poteva essere più cauta». Quale? «Avrei fatto dire quello che è accaduto a Sanremo dalla struttura, e non da Mara (si riferisce al caso Ghali, quando Venier lesse a Domenica in la nota Rai dopo le proteste dell’ambasciatore israeliano Alon Bar, ndr). Ma è stato un caso particolare, non gestito in termini di comunicazione nel modo più consono. Forse quello non lo rifarei».

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