Con gli episodi già disponibili da giorni su RaiPlay, l’approdo in tv e in prima serata (Rai3, il mercoledì) attutisce un po’ l’effetto di frontiera giornalistica per Newsroom. È la nuova formula sperimentata da Monica Maggioni e dalla sua redazione concentrandosi ogni volta su un tema preciso, dividendolo in quattro parti distinte e portando a casa un resoconto compatto su temi di non ordinaria amministrazione. Sono passati gli episodi dedicati alla moda usa e getta – una calamità mondiale – oppure la situazione geopolitica dell’Artico e, l’altra sera, un sontuoso reportage su Haiti. Che iniziava con una lunga e sconvolgente intervista a uno dei leader delle gang che terrorizzano il paese, rivendicando patriottismo – piano con le similitudini... E qui anche trenta secondi d’archivio da brivido per il pubblico con lunga esperienza: un vecchio reportage sempre da Haiti, anni ‘60, Gianni Bisiach sul bordo di una strada polverosa che avvia il servizio mentre accanto gli sfilano i Tonton …
Con gli episodi già disponibili da giorni su RaiPlay, l’approdo in tv e in prima serata (Rai3, il mercoledì) attutisce un po’ l’effetto di frontiera giornalistica per Newsroom. È la nuova formula sperimentata da Monica Maggioni e dalla sua redazione concentrandosi ogni volta su un tema preciso, dividendolo in quattro parti distinte e portando a casa un resoconto compatto su temi di non ordinaria amministrazione. Sono passati gli episodi dedicati alla moda usa e getta – una calamità mondiale – oppure la situazione geopolitica dell’Artico e, l’altra sera, un sontuoso reportage su Haiti. Che iniziava con una lunga e sconvolgente intervista a uno dei leader delle gang che terrorizzano il paese, rivendicando patriottismo – piano con le similitudini... E qui anche trenta secondi d’archivio da brivido per il pubblico con lunga esperienza: un vecchio reportage sempre da Haiti, anni ‘60, Gianni Bisiach sul bordo di una strada polverosa che avvia il servizio mentre accanto gli sfilano i Tonton Macoutes, ossia gli sgherri armati del dittatore Duvalier – e per fortuna nessuno gli chiede se sia un giornalista.
La formula di Newsroom rimane ambiziosa e lo conferma il passaggio televisivo: e il raccordo che Maggioni offre cucendo i vari momenti è decisivo e appassionato. Infine, bisogna decidersi: o questo genere di cose dev’essere confrontato con il seguito di Temptation Island, e allora è meglio chiudere tutto. Oppure siamo in una sacca di resistenza. Anche e soprattutto per un aspetto: l’attenzione ai temi internazionali, quelli cruciali e non scontati, mentre in Rai si attende la nuova stagione nella quale pullulano, ma proprio a livello di stalking per lo spettatore, programmini e programmucci che andranno a esaltare ogni snodo rupestre d’Italia purché la missione sia quella identitaria di valorizzazione del territorio.
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La Rai sospende Alberto Angela per “salvaguardare” il programma di fronte ai numeri della concorrenza. Ma questo significa che tanti spettatori di Temptation Island, se non ci fosse Temptation Island guarderebbero Noos? E quanti sono?