Tra i programmi sfuggiti miracolosamente alla concorrenza di Temptation island c’è anche qualche novità. Per esempio, nella seconda serata di Rai 1 il mercoledì, è partita una serie dal titolo I 10+2 comandamenti. A idearla e condurla c'è don Marco Pozza. Figura insolita. 45 anni, bella presenza, jeans, cadenza veneta pesante, nelle note ufficiali descritto come: presbitero, scrittore, personaggio televisivo, autore televisivo e giornalista. Un ben di Dio che lui, don Marco, riversa in questo curioso tentativo di abbinare temi religiosi top al racconto di storie reali, come in una docuserie ad argomento libero. I comandamenti sono i dieci classici, il +2 è un’aggiunta su altri due, ispirati all’amore.
Esempio. Comandamento numero uno, Non avrai al…
Tra i programmi sfuggiti miracolosamente alla concorrenza di Temptation island c’è anche qualche novità. Per esempio, nella seconda serata di Rai 1 il mercoledì, è partita una serie dal titolo I 10+2 comandamenti. A idearla e condurla c'è don Marco Pozza. Figura insolita. 45 anni, bella presenza, jeans, cadenza veneta pesante, nelle note ufficiali descritto come: presbitero, scrittore, personaggio televisivo, autore televisivo e giornalista. Un ben di Dio che lui, don Marco, riversa in questo curioso tentativo di abbinare temi religiosi top al racconto di storie reali, come in una docuserie ad argomento libero. I comandamenti sono i dieci classici, il +2 è un’aggiunta su altri due, ispirati all’amore.
Esempio. Comandamento numero uno, Non avrai altro Dio all’infuori di me: e la storia narrata è quella del giovane Andrea, che sta uscendo a fatica dalla condizione di hikikomori. Ovvero quei giovani che si sono rinchiusi in casa con un computer davanti: magari hanno iniziato con la pandemia, poi, quando la pandemia è finita non sono usciti più. Il “Non avrai altro Dio” in questo caso è intuitivo. Secondo comandamento, il nome di Dio invano: qui il giro è un po’ largo, viene raccontata la storia di un deportato nei lager – in certi passaggi, la cosa più antifascista passata in Rai da un paio d’anni. E il Dio che venne nominato invano è quello inalberato dai nazisti nel loro motto nonché nel sostituirsi al medesimo, ma violentando il genere umano. Don Pozza usa discrezione tra una storia e l’altra, la formula di abbinamento suona un po’ forzata ma, come dire, un vago senso c’è. E quanto a discorso cattolico in tv, manca ancora parecchio prima della nuova stagione di Don Matteo: e quindi questo è un discreto riempitivo.
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Intervistato dal Messaggero su cultura in tv e suoi destini, il geologo Mario Tozzi rivela che a lui avevano suggerito da tempo che in televisione le corna funzionano alla grande. E si chiede: “Ma io come le abbino le corna alla deriva dei continenti?”.