Lo dice subito, perché poi si va sempre a parare lì. «Io non sostituisco Fiorello. Sono il suo primo fan, nessuno sarebbe stato capace di inventare quello che ha fatto la mattina presto. Per forza faremo un’altra cosa». Romano, 44 anni, gran talento, Andrea Perroni, attore, conduttore, è un vero showman: canta, imita, ha la battuta pronta. Dopo la lunga esperienza a Radio 2 Social club con Luca Barbarossa, prima su Radio 2 poi su Rai2, da ottobre con Carolina Di Domenico, sarà il protagonista di Binario 2. Darà la sveglia agli italiani dalla Stazione Tiburtina di Roma. Musica, ospiti, chiacchiere: prende il posto di Viva Rai2. «Il mattin show si trasforma», spiega «e certo sento la responsabilità, avremo tutti gli occhi puntati. Fiorello ha avuto un successo clamoroso, ha inventato questa fascia di sana pianta. È unico, non si può imitare, è come Maradona».
Lo dice subito, perché poi si va sempre a parare lì. «Io non sostituisco Fiorello. Sono il suo primo fan, nessuno sarebbe stato capace di inventare quello che ha fatto la mattina presto. Per forza faremo un’altra cosa». Romano, 44 anni, gran talento, Andrea Perroni, attore, conduttore, è un vero showman: canta, imita, ha la battuta pronta. Dopo la lunga esperienza a Radio 2 Social club con Luca Barbarossa, prima su Radio 2 poi su Rai2, da ottobre con Carolina Di Domenico, sarà il protagonista di Binario 2. Darà la sveglia agli italiani dalla Stazione Tiburtina di Roma. Musica, ospiti, chiacchiere: prende il posto di Viva Rai2. «Il mattin show si trasforma», spiega «e certo sento la responsabilità, avremo tutti gli occhi puntati. Fiorello ha avuto un successo clamoroso, ha inventato questa fascia di sana pianta. È unico, non si può imitare, è come Maradona».
Dal debutto a Domenica in nel 2003 al successo a Colorado Cafè (con la parodia di Sandro Piccinini), poi Zelig off, Zelig circus Perroni, in comune col geniaccio Fiorello, ha l’esperienza nei villaggi turistici. «Ho voluto provare a 17 anni» racconta, «era la forma più veloce per accedere a un palcoscenico senza troppa preparazione accademica, studiavo al liceo. Da Domenica in, ho fatto le piccole ospitate. Ricordo Cominciamo bene da Elsa Di Gati e Fabrizio Frizzi, ho affetto per loro. Conservo il ricordo di Fabrizio, che mi incoraggiò e mi disse: “Hai talento”. Echeggia la sua risata, quando penso a lui lo rivedo così».
Sognava lo spettacolo da ragazzino, ma il primo desiderio è stato «guidare gli autobus, come mio padre, autista dell’Atac. Ero affascinato dal rumore dell’aria compressa che apriva le porte, i pulsanti mi sembravano magici».
A Radio2 Social Club ha duettato con tutti, da Laura Pausini e James Taylor. «Ci ho lasciato un pezzo di cuore, è un posto dove l’ospite si è sempre sentito libero di esprimersi. Ma ora o mai più: Binario 2 era una grande occasione». Come ci è arrivato? «È stato il direttore dell’Intrattenimento daytime Angelo Mellone ad avere questa intuizione coraggiosa. Ci siamo conosciuti al Todi film festival, abbiamo chiacchierato un po’, non l’avevo mai incontrato prima. Un giorno mi telefona: “Sei pronto a svegliarti la mattina alle 5 e mezza?”. “Certo. Devi traslocare?”, credevo gli servisse una mano. Invece mi spiega l’idea del programma in esterna, dalla stazione, con Carolina. Ospiti performer di ogni genere: lo immaginava come un bellissimo crocevia. Ero pronto».
L’incontro più sorprendente, in oltre venti anni di carriera, è stato quello con Lucio Dalla «perché non si è mai risparmiato. Come Gianni Morandi, artisti giganteschi, hanno continuato a stare in mezzo alla gente. Ricordo un cambio tecnico, nella storica sala di Via Asiago. Una signora si avvicina a Dalla: le posso chiedere Caruso? Gliel’ha cantata tutta, con il piacere di farlo, è stato un momento meraviglioso. Altro incontro indimenticabile, quello con Pino Daniele. Avevo fatto la parodia a Zelig insieme a Max Gazzè che interpretava uno dei disturbatori al concerto, con la richiesta tormentone: “Facci ‘O scarrafone, Pino”. Pino mi fa: “La volete smettere? Mo basta. Non capiscono che scherzate, lo ripetono tutti”».