Fuori piove, inizia un’altra cosa dopo l’estate e la Rai 1 del sabato sera si adegua con Gianni Morandi all’ultimo appuntamento di Evviva. Programma nobilitato dal conduttore d’eccezione - per lui una sorta di impegno dovuto, nel dare e ricevere riconoscenza. Programma saltellante da un mese estivo all’altro, montato e rimontato, pezzi che ci sono e poi vengono sostituiti. Ma pazienza, conta che a un certo punto c’è Mogol, i due sono uno di fronte all’altro seduti in una corte, Morandi ha una chitarra e al terzo accordo di Canzoni stonate non riesce ad andare avanti perché si commuove troppo. Chissà se – visto che c’entra l’incessante celebrazione dei 70 anni della tv – si trattava di un momento storico a sancire l’uscita definitiva dalla tv di memoria. Ovviamente non ci crede nessuno, ma poi chissà.
Evviva, che ha avuto puntate di ottimo livello, ha chiuso con oltre due ore di canzoni raccontate con le loro storie appresso. In pratica, un Techetechetè allargato e d’autore, nel senso …
Fuori piove, inizia un’altra cosa dopo l’estate e la Rai 1 del sabato sera si adegua con Gianni Morandi all’ultimo appuntamento di Evviva. Programma nobilitato dal conduttore d’eccezione - per lui una sorta di impegno dovuto, nel dare e ricevere riconoscenza. Programma saltellante da un mese estivo all’altro, montato e rimontato, pezzi che ci sono e poi vengono sostituiti. Ma pazienza, conta che a un certo punto c’è Mogol, i due sono uno di fronte all’altro seduti in una corte, Morandi ha una chitarra e al terzo accordo di Canzoni stonate non riesce ad andare avanti perché si commuove troppo. Chissà se – visto che c’entra l’incessante celebrazione dei 70 anni della tv – si trattava di un momento storico a sancire l’uscita definitiva dalla tv di memoria. Ovviamente non ci crede nessuno, ma poi chissà.
Evviva, che ha avuto puntate di ottimo livello, ha chiuso con oltre due ore di canzoni raccontate con le loro storie appresso. In pratica, un Techetechetè allargato e d’autore, nel senso che a raccontare c’era lo stesso che di quella lunga storia è stato gran protagonista. Ovviamente non gode più di buona stampa la formula del ricordo (mentre gli spettatori d’epoca, quelli resistenti, apprezzano sempre). Ma a pensare che per tenere in piedi e infondere un minimo di ottimismo alla Rai d’autunno (nel senso della stagione, per carità) è stato anticipato e partirà a breve Ballando con le stelle - ormai in definitiva versione reality - la differenza tra passato e presente si fa abissale. E chi vive emozionandosi nel rivedere Nikka Costa a Sanremo (Trottolino amoroso in inglese, impresa titanica) difficilmente si adeguerà ai vip sgambettanti dalla Carlucci. Ma ci sarà sempre un buon anticipo di serie A in contemporanea, tranquilli.
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Passano a ripetizione gli spot che illustrano l’iniziativa del cinema a prezzo scontato in tutte le sale. Sarà un’impressione, ma par di ricordare che nei primi spot si attribuisse il tutto al ministero della Cultura. Mentre adesso quella parte sembra proprio sparita.