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Come indagare nella mente di un mostro

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Multischermo / Su Rai 1 ‘Brennero’, la (vera) storia di del killer che uccise cinque donne negli anni 80
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La prima notazione è improntata a simpatia: nuove fiction di Rai 1, ovviamente di stampo crime. Kostas si svolge in Grecia, Brennero si svolge come da titolo ed è assai di confine. Più si cerca di accentuare l’italianità come valore, più la tv ufficiale gioca scherzi del genere — e in Brennero ci sono anche parti recitate in tedesco, con sottotitoli, che sbucano senza che si riesca ad afferrarne la logica, ma pazienza. Partita su Rai 1 lunedì sera, ostentatamente alla ricerca di qualcosa di diverso, purché contenga le parole fiction e crime. Lo spunto è la vera storia del cosiddetto Mostro di Bolzano che uccise cinque donne negli anni 80: la ripresa in fiction (regia di Davide Marengo e Giuseppe Bonito) ne immagina il ritorno e, con colpo a sorpresa, in avvio ne fa l’ispiratore inconsapevole di nuovi delitti. A indagare — dentro scenari che vorrebbero essere l’alternativa a est dell’Aosta di Schiavone — la pm Eva Kofler, che è Elena Radonicich, figlia del potente ex Procuratore capo i…

La prima notazione è improntata a simpatia: nuove fiction di Rai 1, ovviamente di stampo crime. Kostas si svolge in Grecia, Brennero si svolge come da titolo ed è assai di confine. Più si cerca di accentuare l’italianità come valore, più la tv ufficiale gioca scherzi del genere — e in Brennero ci sono anche parti recitate in tedesco, con sottotitoli, che sbucano senza che si riesca ad afferrarne la logica, ma pazienza. Partita su Rai 1 lunedì sera, ostentatamente alla ricerca di qualcosa di diverso, purché contenga le parole fiction e crime. Lo spunto è la vera storia del cosiddetto Mostro di Bolzano che uccise cinque donne negli anni 80: la ripresa in fiction (regia di Davide Marengo e Giuseppe Bonito) ne immagina il ritorno e, con colpo a sorpresa, in avvio ne fa l’ispiratore inconsapevole di nuovi delitti. A indagare — dentro scenari che vorrebbero essere l’alternativa a est dell’Aosta di Schiavone — la pm Eva Kofler, che è Elena Radonicich, figlia del potente ex Procuratore capo in città. Ma soprattutto è l’ispettore Paolo Costa: che è Matteo Martari, nevrotico detective che cerca di riprendersi la vita dopo un demenziale incidente da lui provocato e che lo costringe a una protesi alla gamba. La serie cerca di comprimere troppi temi — xenofobia e altro compresi — ma il suo merito è esattamente quello che da più parti le viene invece rimproverato, ossia il cercare con ostinazione uno stile e ambientazione diverse dal solito. Ci riesce solo in parte, ma ci si può accontentare. Da rilevare la performance attuale di Paolo Briguglia: nella fiction Mediaset I fratelli Corsaro è un irreprensibile avvocato cattolico e padre di famiglia, qui è il Mostro di Bolzano. Infine da notare che sia Kostas che Brennero sono già disponibili per intero su RaiPlay: ma nessuno ha ancora capito se questa sia una valorizzazione, oppure indice di scarsa fiducia nel seguito da parte del pubblico generalista. Nel dubbio, e presi da un eccesso di bontà, si propende per la prima ipotesi.

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“Dipendenza da internet. In arrivo il primo corso online per disintossicarsi” (Lercio.it).

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