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Sesso, droga e salmoni: ecco la ‘Succession’ in salsa norvegese

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Su Netflix sbarca la serie “Billionaire Island”, che vede il confronto tra due ricchissime famiglie in lotta per il primato sulla pesca nei mari del Nord
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Si può pensare benissimo che Netflix e le altre piattaforme esistano solo per serie tv mainstream, glamour o di grande rilevanza. Ma una minoritaria corrente di pensiero sostiene che certe delizie si trovano soprattutto in luoghi inattesi, tipo la Norvegia. Per esempio proprio su Netflix è disponibile da poco Billionaire Island, titolo che farebbe pensare a tutt’altro e che invece in giro per il mondo quelli attenti hanno ribattezzato subito “la Succession al salmone”.
L’isola in questione è appunto dirimpetto alle coste norvegesi, dove succede che la lotta tra grandi aziende per il predominio nella cattura e trattamento del prezioso salmone sia una guerra stellare tra grandi famiglie contrapposte (e orribilmente composite al loro interno). Con effetti da black-comedy di prim’ordine (per quelli che hanno seguito ai tempi quella fantastica serie, gli autori sono gli stessi di Lilyhammer, nella quale il protagonista era Little Steven).

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Si può pensare benissimo che Netflix e le altre piattaforme esistano solo per serie tv mainstream, glamour o di grande rilevanza. Ma una minoritaria corrente di pensiero sostiene che certe delizie si trovano soprattutto in luoghi inattesi, tipo la Norvegia. Per esempio proprio su Netflix è disponibile da poco Billionaire Island, titolo che farebbe pensare a tutt’altro e che invece in giro per il mondo quelli attenti hanno ribattezzato subito “la Succession al salmone”.
L’isola in questione è appunto dirimpetto alle coste norvegesi, dove succede che la lotta tra grandi aziende per il predominio nella cattura e trattamento del prezioso salmone sia una guerra stellare tra grandi famiglie contrapposte (e orribilmente composite al loro interno). Con effetti da black-comedy di prim’ordine (per quelli che hanno seguito ai tempi quella fantastica serie, gli autori sono gli stessi di Lilyhammer, nella quale il protagonista era Little Steven).


In Billionaire il grottesco dilaga fin dal primo minuto, nella scia dei miliardari da opposta concezione della vita – all'antica oppure raider spregiudicati – la scalata ostile di un’azienda contro la rivale innesca, questo sì, meccanismi alla Succession, ma la trama vive soprattutto nell’ingresso continuo di personaggi al di là dell’orrore comico.


Esiste ormai, soprattutto nelle serie tv internazionali, un tono appunto da humor nerissimo e di sottile dileggio continuo da parte degli autori nel rappresentare situazioni con i ricchi protagonisti. In Norvegia si divertono parecchio, al proposito, e – soprattutto per chi non vuole sempre le solite cose - Billionaire Island diventa un’autentica chicca pienissima di attrazioni. Non mancano, ovviamente, sex, drugs e salmoni, le avvertenze per gli spettatori a inizio di ogni puntata mettono in guardia parecchio.

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Bianca Berlinguer: “Vediamo se c’è in collegamento Vittorio Feltri”. Feltri: “E ci sono da mezz’ora...”.Bianca: “Sì, ci devi scusare. So che in questi casi ti inalberi un po’...”. Feltri: “Ma non è che mi inalbero. Mi rompo le palle”.(È sempre Cartabianca, Retequattro).

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