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Barbero risponde, peccato che nessuno faccia domande

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Multischermo / Appuntamento su La7 con il nuovo programma del prof superstar
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La novità si chiama Barbero risponde ed è l’emanazione televisiva di un podcast che si chiama Chiedilo a Barbero. Non si esclude che in qualche altro meandro di comunicazione esista un Te lo dice Barbero, o altro ancora. Ma il punto è lui, Alessandro Barbero, il prof sornione e implacabile nel presentarsi a spiegare storia e storie tenendo viva un’idea di divulgazione tv che la stragrande maggioranza del mondo mediatico reputa probabilmente non Storia, ma preistoria.

E però il caso Barbero è davvero unico e sbuca da ogni parete: per dire, lunedì sera alla partenza di Barbero risponde nella seconda serata di La7, Rai Storia rispondeva in assoluta contemporanea con 1492, ovvero la scoperta dell’America raccontata da chi? Da Barbero. Superstar di nicchia quanto si vuole, ma senza confronti possibili.

Il programma su La7 è svelto e leggero e genera un solo rimpianto: a leggere il titolo, si poteva pensare a una cosa serrata…

La novità si chiama Barbero risponde ed è l’emanazione televisiva di un podcast che si chiama Chiedilo a Barbero. Non si esclude che in qualche altro meandro di comunicazione esista un Te lo dice Barbero, o altro ancora. Ma il punto è lui, Alessandro Barbero, il prof sornione e implacabile nel presentarsi a spiegare storia e storie tenendo viva un’idea di divulgazione tv che la stragrande maggioranza del mondo mediatico reputa probabilmente non Storia, ma preistoria.

E però il caso Barbero è davvero unico e sbuca da ogni parete: per dire, lunedì sera alla partenza di Barbero risponde nella seconda serata di La7, Rai Storia rispondeva in assoluta contemporanea con 1492, ovvero la scoperta dell’America raccontata da chi? Da Barbero. Superstar di nicchia quanto si vuole, ma senza confronti possibili.

Il programma su La7 è svelto e leggero e genera un solo rimpianto: a leggere il titolo, si poteva pensare a una cosa serrata di domande e risposte a carattere storico e non solo, svariando tra gli argomenti. Sarebbe stata l’idea del secolo, magari del secolo scorso, ma pazienza. Invece le puntate sono monotematiche – l'altra sera si affrontava il tema della lingua latina con escursioni a mo’ di gag tra la gente di Roma, effettuate dall’autore Davide Savelli.

Barbero, che in studio giocava a Risiko, agiva di sponda e la sua centralità – desiderata da tutti – un po’ ne risentiva. Facezie a parte, esiste probabilmente una quota di pubblico assai rispettabile ancora disposta a credere nel gioco televisivo, o non televisivo, nel quale da una parte c’è chi conosce le cose e, con un punto di vista, le sa raccontare: e dall’altra c’è chi vuole conoscerle – gioco saltato in aria da tempo in epoca social. Su questo terreno il prof Barbero potrebbe essere anche più radicale nei modi: e il panorama tutto intorno migliorerebbe. Forse se ne parlerebbe parecchio anche sui social.

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Lunedì sciopero Rai, alla sera un Tg1 brevissimo e con le notizie principali, anticipati i pacchi e il resto della prima serata, ascolti buoni, orari di chiusura più decenti. Quasi quasi...

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