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Luciana Littizzetto: “Felicità è la famiglia, o incontrare artisti pazzeschi con Fabio Fazio. I miei 60 anni? L’importante è che non passino i desideri”

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La lunga esperienza in tv, il privato, la condizione femminile, il prossimo compleanno “tondo”, la politica e “Mattarella, che è sempre il nostro faro”. Domenica 6 ottobre torna in tv sul Nove a ‘Che tempo che fa’: “Non è solo una trasmissione, ma un luogo dove succedono cose che ci piacciono”
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Luciana Littizzetto lo ammette sorridendo: “Sono sempre in agitazione quando si parte, nonostante sia una vita che faccio televisione”. Da domenica torna in tv sul Nove insieme a Fabio Fazio con Che tempo che fa (primi ospiti Damiano dei Måneskin e Amadeus), il 29 ottobre la comica, ex insegnante, compirà 60 anni: “Dobbiamo parlare dell’età? Non è strano festeggiare il fatto che invecchiamo?”.

Cosa rappresenta per lei ‘Che tempo che fa’?

“Non è solo una trasmissione, è un luogo dove succedono cose che ci piacciono ed è così per gli spettatori, anche chi ci guarda la pensa più o meno come noi. Ma ti fa scoprire che ti possono piacere quelli che non la pensano come te, che non hai mai letto o ascoltato. A volte sono epifanie”.

Che tempo che fa, Luciana Littizzetto letterina ai politici: "Se vi mette pure a fare i comici è la fine"

Da Rai 3 al Nove, vi siete portati dietro …

Luciana Littizzetto lo ammette sorridendo: “Sono sempre in agitazione quando si parte, nonostante sia una vita che faccio televisione”. Da domenica torna in tv sul Nove insieme a Fabio Fazio con Che tempo che fa (primi ospiti Damiano dei Måneskin e Amadeus), il 29 ottobre la comica, ex insegnante, compirà 60 anni: “Dobbiamo parlare dell’età? Non è strano festeggiare il fatto che invecchiamo?”.

Cosa rappresenta per lei ‘Che tempo che fa’?

“Non è solo una trasmissione, è un luogo dove succedono cose che ci piacciono ed è così per gli spettatori, anche chi ci guarda la pensa più o meno come noi. Ma ti fa scoprire che ti possono piacere quelli che non la pensano come te, che non hai mai letto o ascoltato. A volte sono epifanie”.

Che tempo che fa, Luciana Littizzetto letterina ai politici: "Se vi mette pure a fare i comici è la fine"

Da Rai 3 al Nove, vi siete portati dietro una community.

“Vediamo se continuerà, a volte fai una trasmissione da anni ma non vuol dire. Io ho capito che le persone ci vogliono anche bene, è gente che vuole sentir raccontare la complessità del mondo in cui viviamo, pieno di sfumature di grigio, più di 50. Questo groviglio per trovare qualcosa che abbia un senso è interessante, io quello che so fare è portare leggerezza, uno sguardo storto".

Amadeus, che era molto atteso, ha fatto ascolti piccoli. Che ne pensa?

"Non l’ho ancora visto in carne e ossa. Lo vedrò domenica che viene ospite. Io sono molto contenta che sia arrivato, perché si inserisce nell’offerta di tante cose diverse. Per gli ascolti ci vorrà un po’ più di tempo, il pubblico del preserale è abitudinario, non va a cercare in giro, si lega al format e si affeziona anche al cambiamento della conduzione. Noi dobbiamo solo aspettare che lo spettatore si riaffezioni ad Amadeus, il Nove è una rete diversa da quelle in cui ha lavorato, è un valore aggiunto”.

La domenica sul Nove, il sabato nella giuria di ‘Tu si que vales’ con Maria De Filippi. Che ha capito di lei?

"Intanto che è una persona estremamente riservata e molto protettiva, non ha bisogno di dire tante parole. Poche parole e molta presenza, ti chiede ‘Come stai?’, cosa non tanto consueta. E’ affezionata a chi fa le trasmissioni con lei, e le sono tutti sono grati di una gratitudine autentica. Poi Tu si que vales ha esibizioni e concorrenti meravigliosi che ti fanno restare a bocca aperta, questi acrobati girano il mondo, parlano le lingue, fanno sacrifici. Una fatica pazzesca. La trasmissione di Maria parla a un pubblico diverso rispetto a quello di Che tempo che fa”.

I politici spesso vi rubano il mestiere: cosa ha pensato del caso Boccia- Sangiuliano?

"Dopo Scajola, uno che compra la casa a sua insaputa, pensavo di aver visto tutto. Penso che sia una storia molto particolare, ma bisogna fare attenzione perché l’odio è contagioso, e bisogna stare attenti a come si maneggiano i social, ci sono di mezzo le persone. A un certo punto è diventata Un posto al sole, però, appunto, è giusto che lo sia stata per un periodo".

E che idea si è fatta di Francesca Pascale, pare pronta a scendere in politica?

"L’ho incrociata una volta a una conferenza, mi è sembrata una donna molto intelligente, spiritosa, sveglia. Testa rapida".

Luciana Littizzetto e Fabio fazio sul palco dell'Ariston: la coppia ha condotto il Festival di Sanremo nel 2013 e nel 2014 

Il 29 ottobre sarà cifra tonda: 60 anni.

"I compleanni non mi hanno mai entusiasmato, festeggi il fatto che invecchi? Sessanta anni sono tanta roba, ci sono gli scricchiolii, faccio i conti con quello. La cosa bella è che non passano i desideri. Ricordo sempre la scena di Aprile: Nanni Moretti fa il compleanno, è sul divano e l’amico tira fuori un metro. Vedi questo? Gli mostra il metro, 100 cm, tu quanti anni hai? E quanti ne vorresti vivere? Lui dice: 80, intanto mentre parla il metro si riduce, è il tempo che gli resta. Poi facendo un giretto in Vespa ci ripensa: 80, potevo dire 95”.

Ma a 60 anni è ancora in gamba, non crede?

"Non è un problema l’età, ma cominci a pensare alle cose che hai fatto e che farai, ha letto il libro di Chandra Candiani che parla di vecchiaia, malattia e morte? Bisogna leggerlo un po’ per volta, ti dà una ravanata dentro. Ognuno ha la vita che si è costruito, ogni tanto mi sembra di essere dentro un ramen, una bella zuppa, a volte la vita è un po’ pesante… Un brodo indigesto”.

A 40 anni cosa sognava?

“Pensavo di fare l’esperienza dell’affido, era il mio primo desiderio. A una certa età bisogna avere un po’ di progetti, anche piccoli, non cose pazzesche, ma devi mantenere viva l’idea del futuro. Ma non venitemi a dire che ‘volere è potere’. Detesto questo modo di dire. Però nella narrazione volere è potere. Nooo, volere è una cosa, potere un’altra. Bisogna distinguere le cose difficili da quelle impossibili, vale in tutte le cose nella vita”.

Pensa anche lei che alle donne non si perdoni l’età?

“Alle donne non si perdona niente in assoluto. Poi la vecchiaia ti spunta ancora di più le armi, ma siamo in grado di contrastare gli attacchi. Leggevo un pezzo di Annalena Benini sulla difficoltà di essere riconosciute, lo sottolineava sempre anche Michela Murgia. Sa quando ti dicono: ‘Adesso ti spiego’. No, non mi devi spiegare niente, forse sei tu che non hai capito. Che incubo stare sempre a provare che sei intelligente, capace. Alla fine diventi fastidiosa. Però vedo che le cose stanno cambiando, anche dal punto di vista estetico: le grandi attrici di Hollywood si tolgono il silicone, le protesi. E ora apprendo che fanno trattamenti per il viso a base di sperma di salmone”.

(fotogramma)

Oddio ma è sicura?

“Sicurissima, sarà l’argomento di un mio pezzo. Diciamo che guardando un salmone, il suo sperma non è il primo pensiero che ti viene in mente, ecco”.

Cosa l’ha resa più felice nella vita?

"Nella mia vita lavorativa, parlando di Che tempo che fa, gli incontri. Ho avuto il privilegio, solo per merito di Fazio, che è una testa dura e illuminata, di conoscere artisti pazzeschi, li abbiamo sentiti parlare. Io e molti spettatori gli saremo sempre grati. Ho capito cos’è la guerra da un’intervista a Mario Rigoni Stern che parlava della campagna di Russia: anche se alla fine ti salvi, lui raccontava che la guerra non va mai più via, è come una ferita infetta”.

E nel privato?

"Il rapporto con i miei genitori, gli amici. E i miei ragazzi, vederli crescere. Da tre anni è arrivata anche Svetlana, lei Jordan e Vanessa sono tre matti simpatici, pieni di sogni e aspettative, danno un senso di vita. Le ragazze sono molto diverse, Vanessa è estroversa, chiacchierona; Sveltlana è introversa, notturna, disegna i manga. Stanno sempre insieme, sembrano due gemelle. Le guardo con tenerezza. A volte mi rispecchio in loro”.

Da madre cos’ha capito dell’educazione da dare ai figli?

“Mi ha illuminato un’architetta berlinese: spiegava che quando deve fare i camminamenti nei giardini, fa crescere l’erba dappertutto. Lascia che le persone passeggino, facciano una traiettoria e poi mette la ghiaia e disegna i viali. Certo, per educazione, sei portata a dare regole e percorsi, e invece bisogna lasciare che camminino loro. Poi devi maneggiarli con cura, sono come la pasta frolla, e capire quale sia la loro natura per farei i camminamenti. I figli sono uno diverso dall’altro. Magari prendono una strada che non comprendi e ti fanno soffrire, e lo devi accettare”.

Cosa prova quando il governo parla delle “famiglie tradizionali” e riconosce i diritti solo a un modello?

"Esistono, forse, e siano benedette. Ma cara Giorgia Meloni, poi c’è la realtà che si infila nelle nostre vite e apparteniamo tutti a famiglie meno tradizionali. Tu sei quello che fai, quindi devi fare attenzione a come agisci. Quello è il tuo biglietto da visita, lo dico per tutti, me compresa. Devi razzolare bene con le tue regole, non puoi dire una cosa e fare l’esatto contrario. La sfumatura è complicata, non dico che devi essere irreprensibile, ma in certe posizioni sei guardato a vista e molto esposto, le persone fanno due conti. Poi puoi anche sclerare, almeno sei autentico, ma non puoi pensare di dire una cosa e farne un’altra".

Ironizza sempre sui politici, e ha un debole per il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

"E’ il nostro faro, meno male che esiste. Ero così dispiaciuta che alle Olimpiadi di Parigi stesse lì tutto bagnato, ma possibile che non abbiano previsto una copertura, una tettoia? Durante la cerimonia ho pensato per tutto il tempo: e se si raffredda?”.

La ragazza di ‘Mai dire gol’ oggi è una comica editorialista, c’è qualcosa che vorrebbe recuperare di quella Lucianina scatenata?

“Sono andata a fare una puntata di Mai dire gol, la Nives annuncia la menopausa. Col politicamente corretto devi fare molta attenzione, se indossi una maschera è diverso. Io ci metto la mia faccia da Fazio, faccio i conti con quello. La cosa che mi piace di più è riuscire a raccontare i particolari dell’esistenza, gli aspetti della realtà che ci infastidiscono. Vorrei provare a vedere come fanno le mosche, che vedono sette volte più dell’uomo: il mio obiettivo è guardare come loro e scappare in fretta”.

Luciana Littizzetto nel 2003 a 'Mai dire gol' (fotogramma)

C’è un pensiero che la accompagna?

"Certo, è di Natalia Ginzburg: ‘L’importante nella vita è camminare e allontanarsi dalle cose che fanno piangere’”.

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