Il debutto, il 3 ottobre, era stato all’insegna della grande fuga: Antonino Monteleone con L’altra Italia, su Rai2, si era fermato a 276 mila spettatori (1,8% di share). Giovedì sera ha peggiorato il risultato, sempre in 276mila, chissà, gli stessi affezionati, con l’1,62%. Battuto anche da La5 con l’ennesima replica del Diario di Bridget Jones (1,69%). Un flop.
TeleMeloni fallisce il lunedì su Rai 3 con Lo stato delle cose di Massimo Giletti (esordio al 5%, seconda puntata al 3,96%), e in modo clamoroso con il giornalista arrivato da Italia 1 «per «raccontare l’Italia non dal Nord al Sud ma in modo orizzontale perché le situazioni di disagio sono ovunque». Per l’operazione Settimana enigmistica dal verticale all’orizzontale, Viale Mazzini individua l’ex Iena, 39 anni, più certezze che dubbi, sostenitore dell’innocenza di Olindo e Rosa. Aveva espresso la sua delusione, su X, quando la Corte d’Appello di Brescia aveva dichiarato l’inammissibilità delle tre istanze di revisione della se…
Il debutto, il 3 ottobre, era stato all’insegna della grande fuga: Antonino Monteleone con L’altra Italia, su Rai2, si era fermato a 276 mila spettatori (1,8% di share). Giovedì sera ha peggiorato il risultato, sempre in 276mila, chissà, gli stessi affezionati, con l’1,62%. Battuto anche da La5 con l’ennesima replica del Diario di Bridget Jones (1,69%). Un flop.
TeleMeloni fallisce il lunedì su Rai 3 con Lo stato delle cose di Massimo Giletti (esordio al 5%, seconda puntata al 3,96%), e in modo clamoroso con il giornalista arrivato da Italia 1 «per «raccontare l’Italia non dal Nord al Sud ma in modo orizzontale perché le situazioni di disagio sono ovunque». Per l’operazione Settimana enigmistica dal verticale all’orizzontale, Viale Mazzini individua l’ex Iena, 39 anni, più certezze che dubbi, sostenitore dell’innocenza di Olindo e Rosa. Aveva espresso la sua delusione, su X, quando la Corte d’Appello di Brescia aveva dichiarato l’inammissibilità delle tre istanze di revisione della sentenza sulla strage di Erba. Per anni a Mediaset, poi la svolta. Ad aprile partecipa, in ottima compagnia, alla conferenza programmatica di Fratelli d’Italia a Pescara.
Eccolo il volto nuovo su cui puntare. Va detto che il giovedì è una serata difficile con Piazzapulita, Le iene, Dritto e rovescio, oltre ai reality e alle fiction con un pubblico fedele, ma l’1,6% non è un ascolto da rete generalista. In Rai cercano soluzioni, e non si sa da che parte cominciare — l’impaginazione, un cambio del giorno di messa in onda. Prima di decisioni drastiche, si andrà avanti per qualche puntata. L’Usigrai lancia l’allarme: “L’altra Italia è un flop. Abbiamo atteso la seconda puntata per dire la nostra sul nuovo programma di Rai2 imposto dalla ricerca della ‘Nuova
narrazione’ voluta da vertici Rai che sembrano tutti proiettati sulle richieste di maggioranza e governo e poco inclini a soddisfare le richieste del pubblico. Un pubblico che di fronte a chi cerca il cambio di narrazione risponde cambiando canale”.
“Un risultato” si legge ancora nella nota “che ci preoccupa molto in un momento in cui nemmeno dalla legge di bilancio arrivano certezze sulle risorse destinate alla Rai per il prossimo anno”.
L’opposizione sottolinea il flop, ricordando anche i costi.
«Programmi pluripompati con risorse incredibili come quello di Antonino Monteleone — afferma il capogruppo M5S in Commissione di vigilanza Rai Dario Carotenuto — fanno un flop clamoroso, altri che da anni sono il fiore all’occhiello dell’azienda come Report vengono attaccati dalla politica e messi in difficoltà con risorse inadeguate». Per il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro «TeleMeloni va avanti a colpi di flop».
Il giovedì nero dell’informazione su Rai2 continua, sulle orme di Popolo sovrano con Alessandro Sortino, Eva Giovannini e Daniele Piervincenzi, Seconda linea con la strana coppia Alessandro Giuli-Francesca Fagnani e Che c’è di nuovo condotto da Ilaria D’Amico. Tre disastri: dopo Michele Santoro, il diluvio. Al debutto Monteleone (per Dagospia contratto da 300mila euro), aveva espresso il suo pensiero: «Degli ascolti non me ne frega niente». Una di quelle frasi poco rispettose in generale, e quasi sempre foriera di risultati nefasti. Spiegava di voler fornire con L’altra Italia «uno strumento per guardare la realtà: è un approfondimento che non farà sconti a nessuno».
E aveva detto la sua sull’Ucraina, il nucleare, il Ponte sullo Stretto «che si può senz’altro realizzare» (quando ci si sente anche ingegneri e esperti di infrastrutture). «È un elemento di trasparenza far sapere ai telespettatori che ho idee nette su certi argomenti ma mi aspetto che vengano messe in discussione». Ripensare il palinsesto è poco praticabile; certo 33 puntate con questi risultati sono un costo che la Rai non può permettersi. Soldi pubblici buttati al vento.