Siccome non è semplice chiudere la serie in una definizione, meglio partire dai punti fermi. La gag dice che sotto il marchio Disney non si vedeva così tanto sesso da... (e qui, aggiungere un cartoon a piacere dei bei tempi, giusto per ridere e sentirsi molto scorretti). Ma Rivals – appena arrivata appunto su Disney+ - è una irriverente, a dir poco, serie inglese ambientata negli anni 80 e allocata nel mondo delle nascenti tv indipendenti di allora. Che avevano, laggiù, Dynasty, Dallas, i tycoon, la politica di mezzo, la spregiudicatezza dei modi e dell’innovare, soldi a palate e sesso, si direbbe, a tonnellate.
Per fortuna altrove era diverso. In più, tutto nasce da uno scippo, il re degli intervistatori tv (Aidan Turner) che viene convinto a lasciare la BBC (e anche qui, come dire...) e trasferirsi alla Corinium Tv, in rampa di lancio nel nuovo mondo televisivo e con un boss (che è il grande David Tennant) disposto a …
Siccome non è semplice chiudere la serie in una definizione, meglio partire dai punti fermi. La gag dice che sotto il marchio Disney non si vedeva così tanto sesso da... (e qui, aggiungere un cartoon a piacere dei bei tempi, giusto per ridere e sentirsi molto scorretti). Ma Rivals – appena arrivata appunto su Disney+ - è una irriverente, a dir poco, serie inglese ambientata negli anni 80 e allocata nel mondo delle nascenti tv indipendenti di allora. Che avevano, laggiù, Dynasty, Dallas, i tycoon, la politica di mezzo, la spregiudicatezza dei modi e dell’innovare, soldi a palate e sesso, si direbbe, a tonnellate.
Per fortuna altrove era diverso. In più, tutto nasce da uno scippo, il re degli intervistatori tv (Aidan Turner) che viene convinto a lasciare la BBC (e anche qui, come dire...) e trasferirsi alla Corinium Tv, in rampa di lancio nel nuovo mondo televisivo e con un boss (che è il grande David Tennant) disposto a tutto pur di strappare share. Qui la vicenda si fa molto meno televisiva e diventa un incandescente confronto tra maschi alfa, e rare femmine idem, tra i quali spicca un politico conservatore ex sportivo olimpico, di inaudita prestanza e avvenenza (Alex Hassell) che passa la vita a sfruttare queste doti. E con grande successo.
Qui, appunto, ci si ingarbuglia un po’ a capire dove si vuole andare a parare davvero, ma intanto ci si diverte – e si fa sesso – come se non ci fosse non solo un domani, ma nemmeno il pomeriggio del giorno stesso. Rivals è una Bridgerton sfacciata e spostata in avanti di quasi due secoli, coltiva l’ambizione di satireggiare ad alto livello ma insiste, ovviamente, sul versante soap-hard nonché sulla cattiveria di tutti. E però gli inglesi quella marcia in più in queste cose la mantengono. Va da sé, colonna sonora d’epoca e da playlist di gran pregio, da Brian Ferry ad Adam and the Ants. In origine, c’è una fortunata serie di romanzi pop-pruriginosi assai, scritti da Jilly Cooper.
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Si dice che a Ballando con le stelle sia finita in caciara molto prima del previsto e che ci sia di mezzo Alan Friedman, che pure proviene da un paese sicuro.