La partenza – quasi un minuto di schermo nero e collegamenti audio fantasmatici - è all’altezza della spericolatezza dell’operazione. Nell’alba di Rai2 sentono terribilmente la mancanza di Fiorello, che ha salutato la compagnia e si è dileguato. E così - forse nella speranza di tenere calda la posizione per un ritorno - è diventato di estrema importanza quello spazio, dalle 7.15 e per un’ora, tanto da costruirvi un programma di intrattenimento con quello che c’è, collocandolo alla stazione di Roma Tiburtina (i treni non sono esattamente un simbolo di efficacia, al momento) e provando a colmare un vuoto. Di cui, prima di Fiorello, nessuno percepiva l’esistenza, ma tant’è. Comunque, si chiama Binario 2 e si va in diretta. Conduce la coppia formata da Andrea Perroni e Carolina di Domenico – discreta estrazione radiofonica – e c’è Gianluca Semprini in un angolo nei panni del giornalista serio, o che finge.
La partenza – quasi un minuto di schermo nero e collegamenti audio fantasmatici - è all’altezza della spericolatezza dell’operazione. Nell’alba di Rai2 sentono terribilmente la mancanza di Fiorello, che ha salutato la compagnia e si è dileguato. E così - forse nella speranza di tenere calda la posizione per un ritorno - è diventato di estrema importanza quello spazio, dalle 7.15 e per un’ora, tanto da costruirvi un programma di intrattenimento con quello che c’è, collocandolo alla stazione di Roma Tiburtina (i treni non sono esattamente un simbolo di efficacia, al momento) e provando a colmare un vuoto. Di cui, prima di Fiorello, nessuno percepiva l’esistenza, ma tant’è. Comunque, si chiama Binario 2 e si va in diretta. Conduce la coppia formata da Andrea Perroni e Carolina di Domenico – discreta estrazione radiofonica – e c’è Gianluca Semprini in un angolo nei panni del giornalista serio, o che finge.
Con tutta la benevolenza del caso, soprattutto per il gruppo che si raduna intorno – Lillo, Marco Marzocca e altri del giro – e felici se si sarà smentiti, sembra un altro progetto ispirato da una certa vena di follia che attraversa la Rai. Il confronto con Fiorello (che pure si è collegato in voce per dare la benedizione, è stato divertente e tutti stanno parlando solo di quei due minuti) è altra follia anche solo proporlo. E le basi sono da aggiustare parecchio: si ride, si scherza, si fa musica, poi si dà la linea a Semprini per le ultime e lui inizia con i morti per l’alluvione, gelando Tiburtina e l’intera rete ferroviaria. Appunto, sono matti: ma nello show televisivo una volta era, anche, una qualità. Qui, la speranza è che si riesca a proseguire in modo dignitoso. Ma che ci si arrabatti in questo modo per cercare di essere Fiorello al mattino e la Rai non abbia invece, da anni, uno show all’altezza a tarda sera, è un altro assurdo dei tempi.
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Nel programma si inseguono anche in viaggiatori in transito, a scopo divertimento. L’ideale sarebbe andare col microfono sotto i tabelloni che riportano i ritardi cospicui e quotidiani e mandare in diretta i commenti. Quello sarebbe divertente davvero. Ma non succederà.