Gran varietà. L’unico in circolazione, del resto, e la tv migliora di colpo, legittimando anche il fatto di possedere un televisore. Sono tornati i Gialappi, sempre in formazione bidimensionale – Giorgio Gherarducci e Marco Santin – ma il terzo elemento costituito dal Mago Forest ormai è connaturato in un viluppo inestricabile. Cin cin. Nel lunedì sera di Tv8, in chiaro, e di Sky Uno siamo alla quarta edizione del GialappaShow e ci sono segnali precisi: siamo all’upgrade decisivo e si potrebbe proseguire con quello che funziona alla grande, quello che funziona meno e così via. Ma sarebbe vacuo esercizio di fronte al rinnovato impegno di tutti e al ritorno a quella sana abitudine dei big in circolazione di sentirsi onorati di un invito. Come successo alla partenza con Laura Pausini, co-conduttrice di puntata con digressioni anche nel proibito, gag senza freni etc. Per la prossima, atteso Valentino Rossi. E qui una mezza rivendicazione, senza farla pesare a nessuno, su quanto funzionino alla grande quelli di vecchia scuola – Max Giusti/De Laurentiis – o l’irruzione di certe follie che funzionano così, sono assurde e si ride per una settimana a ripensarci (vedi le incursioni di Brenda Lodigiani/Angela dei Ricchi e Poveri).
La costruzione di uno show siffatto spezza le vene delle mani ma rimane tra le poche cose a dare soddisfazione. Lo stuolo di comici di estrazione più recente è sempre molto altalenante: ma ogni puntata è lunga e alla fine tutto si tiene. Con espressione adeguata, non riferibile e assai condivisibile, Gherarducci ha commentato live (si fa per dire) un numero d’alta scuola tra la Pausini e i Neri per caso – fantastici – impegnati solo di voce nel duetto su Live and Let Die di Paul McCartney. L’omaggio alla modernità rimane quello di poter recuperare il programma spezzettato via web nei vari numeri. E il popolo dei meme deve ringraziare e imparare.
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“A breve partirà la diretta Facebook. E io non posso fare niente per impedirlo”
(Al Ruggito del Coniglio di Radiodue, Marco Presta si fa interprete di una minoranza che rimane però combattiva e resistente).