Ascolti in ribasso, Pino Insegno rischia grosso
di Antonio DipollinaLe numerose performance diciamo insoddisfacenti di una gran quantità di nuovi programmi Rai hanno un po’ oscurato il calo progressivo di ascolti per Reazione a catena. Il quiz del preserale si avvia alle ultime puntate di stagione, nelle quali manderà in scena la sfida tra i concorrenti migliori: e magari è soprattutto un modo per rimandare in video le tre signore della squadra Volta pagina — fenomenali, insopportabili e scomposte, urlatrici ma con lampi di genialità — che hanno vinto 300mila euro e alla fine non ne poteva più nessuno e si sono ritirate.
Le indiscrezioni, considerata la rovina epocale che il calo di ascolti in un programma così produce, danno per scontato il cambio di conduzione per la futura edizione …
Le numerose performance diciamo insoddisfacenti di una gran quantità di nuovi programmi Rai hanno un po’ oscurato il calo progressivo di ascolti per Reazione a catena. Il quiz del preserale si avvia alle ultime puntate di stagione, nelle quali manderà in scena la sfida tra i concorrenti migliori: e magari è soprattutto un modo per rimandare in video le tre signore della squadra Volta pagina — fenomenali, insopportabili e scomposte, urlatrici ma con lampi di genialità — che hanno vinto 300mila euro e alla fine non ne poteva più nessuno e si sono ritirate.
Le indiscrezioni, considerata la rovina epocale che il calo di ascolti in un programma così produce, danno per scontato il cambio di conduzione per la futura edizione — in estate, ora tocca per fortuna all’Eredità. E quindi si tratterebbe di tracciare un bilancio per Pino Insegno, dopo gli psicodrammi iniziali che hanno sconvolto il Paese, quello che si sconvolge dieci volte al giorno su dieci temi diversi. Finché ha potuto, Insegno ha respinto le critiche vantando gli ascolti, poi ha smesso.
Intanto a Canale 5 con la sempiterna Ruota della fortuna — partita in ritardo — rosicchiavano share che era un piacere. Il retrogusto dell’intera vicenda è amaro e ognuno comunque se lo sciroppa come meglio crede: Insegno ha sfoderato quella voce da doppiatore d’altri tempi, ma d’altri tempi era anche l’insieme della conduzione, che a qualcuno ha ricordato certi (bellissimi) quiz radiofonici che andavano 40 anni fa.
Ne valeva la pena? Per Insegno, sicuramente: al massimo la famosa prima serata che la nuova, affine, dirigenza aveva promesso tornerà un po’ in discussione. Ma il peccato vero rimane l’aver steso questo velo di questione nazional-politica — peraltro, rivendicando quel posto con toni alla Giletti, e s’è visto com’è andata a finire. E dire che invece sarebbe interessante valutare soltanto la giurisdizione degli autori del programma, pronti a sfoderare un giorno percorsi semplici per arrivare alle soluzioni e il giorno dopo proporre accostamenti oltre l’assurdo. Pazienza.
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Ma se Don Matteo si chiamasse “Spoleto” il sindaco chiederebbe di bloccarne la messa in onda?