Via Avetrana dal titolo, il resto non cambia. La serie ispirata al delitto di Sarah Scazzi, diretta da Pippo Mezzapesa e scritta con Antonella W. Gaeta e Davide Serino, approda oggi in Italia su Disney+, ma con un cambio importante: non si chiamerà più Avetrana — Qui non è Hollywood, ma solo Qui non è Hollywood.
È la soluzione trovata dai produttori Groenlandia e Disney per superare l’impasse creata dal sindaco di Avetrana, Antonio Iazzi. Dopo l’anteprima alla Festa del cinema di Roma, aveva presentato ricorso cautelare d’urgenza per sospendere la messa in onda della serie, e il tribunale di Taranto l’aveva accolto: “Rischia di diffamare un intero paese”, temeva il primo cittadino, che chiedeva di poter visionare l’opera in anteprima per “appurare se l’associazione del nome della cittadina susciti una portata diffamatoria rappresentandola quale comunità ignorante, retrograda, omertosa”. Di fronte all’escamotage di Groenlandia e Disney, ora Iazzi non molla: «Riteniamo di aver preserv…
Via Avetrana dal titolo, il resto non cambia. La serie ispirata al delitto di Sarah Scazzi, diretta da Pippo Mezzapesa e scritta con Antonella W. Gaeta e Davide Serino, approda oggi in Italia su Disney+, ma con un cambio importante: non si chiamerà più Avetrana — Qui non è Hollywood, ma solo Qui non è Hollywood.
È la soluzione trovata dai produttori Groenlandia e Disney per superare l’impasse creata dal sindaco di Avetrana, Antonio Iazzi. Dopo l’anteprima alla Festa del cinema di Roma, aveva presentato ricorso cautelare d’urgenza per sospendere la messa in onda della serie, e il tribunale di Taranto l’aveva accolto: “Rischia di diffamare un intero paese”, temeva il primo cittadino, che chiedeva di poter visionare l’opera in anteprima per “appurare se l’associazione del nome della cittadina susciti una portata diffamatoria rappresentandola quale comunità ignorante, retrograda, omertosa”. Di fronte all’escamotage di Groenlandia e Disney, ora Iazzi non molla: «Riteniamo di aver preservato l’immagine della comunità, ma faremo in modo che il nome di Avetrana venga rimosso da ogni forma di pubblicità già diffusa, perché Avetrana non si può e non si deve identificare solo con il terribile fatto di cronaca».
Del titolo originale resta la seconda parte, che riprende la scritta realmente apparsa su un muro di Avetrana nel 2010, nelle settimane in cui si cercava convulsamente Sarah e in cui l’intera comunità si ritrovò sotto i riflettori, nel ventre del clamore mediatico. Clamore che non è mancato alla vigilia dell’uscita della serie e dopo la decisione del tribunale, comprese le interviste rilasciate da Michele Misseri, zio della vittima condannato per soppressione di cadavere. Contro la sospensione erano insorti i rappresentanti del settore cinematografico di Anica e Apa, parlando di “grave lesione del principio di libertà di espressione”.
Le quattro puntate, a ogni modo, da oggi si offrono al pubblico, e ognuna presenta il punto di vista di uno dei protagonisti: Sarah (interpretata da Federica Pala), Sabrina (Giulia Perulli), Michele (Paolo De Vita) e Cosima (Vanessa Scalera). Resta l’amaro in bocca per l’espediente trovato: «Come ormai molti sanno il titolo era un altro — spiega il regista Mezzapesa — Un titolo che per noi racchiudeva l’essenza del racconto. Non è una rinuncia da poco, né indolore, ma è l’unica maniera che ci permette di arrivare a voi. E sapere che tutti ora potrete emozionarvi, stranirvi e anche incazzarvi con questa serie, rende la rinuncia meno difficile».