Il successo della serie Sky Hanno Ucciso l'Uomo Ragno - La leggendaria storia degli 883 non si limita al piccolo schermo. La fiction, che ripercorre l'ascesa di Max Pezzali e Mauro Repetto, ha scatenato una vera e propria ondata di nostalgia, riportando alcune hit in voga nelle classifiche degli ascolti sulle piattaforme streaming. Come confermato da Spotify Italia all'Adnkronos, negli ultimi giorni si registra un aumento degli ascolti delle canzoni del duo pavese sulla piattaforma streaming.
Un ritorno di fiamma confermato anche dalle certificazioni Fimi. Nella 42esima settimana, ben tre brani degli 883 hanno conquistato importanti riconoscimenti: disco di platino per Sei un mito (1993), e disco d'oro per Ti sento vivere (1995) e Bella vera (2001). Questo successo si aggiunge ai doppi dischi di platino già conquistati da Hanno ucciso l'uomo ragno e al disco di platino di Una canzone d'amore nelle settimane precedenti.
La serie Sky ha indubbiamente giocato un ruolo chiave in questo rinnovato interesse. Riportando alla luce la storia di Max e Mauro, dalle prime canzoni scritte in cameretta al successo travolgente degli anni 90, la fiction ha risvegliato ricordi e emozioni in chi ha vissuto quegli anni in prima persona, e ha conquistato anche le nuove generazioni. Un successo che va oltre la semplice nostalgia.
Tra i fan della serie dedicata agli 883 c’è anche Michele Rech, in arte Zerocalcare. Il fumettista romano, da sempre grande fan di Max Pezzali esprime tutto il suo entusiasmo per la serie Sky definendola "bellissima, brillante, scritta in modo fresco, intelligente e pienissima di idee visive e narrative".
Un elogio che parte da lontano, da un'ammirazione profonda per la musica di Max Pezzali e Mauro Repetto: "Posto che per me gli 883 sono la cosa migliore che sia capitata al mainstream italiano negli ultimi 30 anni - dice Zerocalcare - l'epica degli sfigati che crescono in posti sfigati prima mi ha fatto sentire meno solo, poi ha plasmato la mia visione del mondo e di conseguenza il mio lavoro".
Un'influenza, quella degli 883, che ha segnato profondamente la sua formazione artistica: "Io non farei 'sto mestiere se non ci fossero stati il punk e Max Pezzali". Ma a colpire Zerocalcare è stata soprattutto la scrittura "brillante, fresca, intelligente. Nella serialità italiana, da quando non c'è più Mattia Torre, pensavo che non saremmo mai più riusciti ad avere prodotti così".
In più, racconta, la serie "ha avuto l'intelligenza di declinare alcuni dei temi degli 883 con la sensibilità di adesso, che evidentemente e per fortuna è cambiata rispetto a 30 anni fa. Quindi c’è tutta la potenza di quella poetica, integrata con almeno un po’ di quel punto di vista femminile che negli ultimi anni si è conquistato una voce forte e non subordinata". L'entusiasmo di Zerocalcare è tale da sfiorare ironicamente l'invidia: "Ho riso un sacco e mi so’ commosso, rosico solo che non sono stato capace a scriverla io".