Tanto tempo fa, in una galassia lontana nasceva il sodalizio inestimabile tra un compositore e il cinema nella sua massima espressione popolare di sempre. Lui è John Williams (5 Oscar e 54 nomination, più di lui ne ha avute solo Walt Disney) pianista jazz in origine, oggi ultranovantenne e carico di gloria e onori: compreso quello di vedersi dedicato un meraviglioso doc uscito ieri su Disney+. Lo hanno prodotto tipi come Steven Spielberg e Ron Howard, a celebrare colui che ha vestito di musica cose come Star Wars, I predatori, E.T., fino a Harry Potter e via così. C’è Chris Martin, che dice: “In un certo senso è la più grande popstar di sempre”. La storia narrata – dagli stessi Spielberg, Howard con l’aggiunta di George Lucas, JJ Abrams e così via - è un compendio strepitoso di storia del cinema, quello appunto da kolossal popolari di livello stellare.
Quelle musiche, però, er…
Tanto tempo fa, in una galassia lontana nasceva il sodalizio inestimabile tra un compositore e il cinema nella sua massima espressione popolare di sempre. Lui è John Williams (5 Oscar e 54 nomination, più di lui ne ha avute solo Walt Disney) pianista jazz in origine, oggi ultranovantenne e carico di gloria e onori: compreso quello di vedersi dedicato un meraviglioso doc uscito ieri su Disney+. Lo hanno prodotto tipi come Steven Spielberg e Ron Howard, a celebrare colui che ha vestito di musica cose come Star Wars, I predatori, E.T., fino a Harry Potter e via così. C’è Chris Martin, che dice: “In un certo senso è la più grande popstar di sempre”. La storia narrata – dagli stessi Spielberg, Howard con l’aggiunta di George Lucas, JJ Abrams e così via - è un compendio strepitoso di storia del cinema, quello appunto da kolossal popolari di livello stellare.
Quelle musiche, però, erano anche oltre: e c’è voluto il genio di Williams che, dicono tutti, ha fuso insieme i generi musicali dei secoli precedenti per farne qualcosa che, mentre sul grande schermo scorrevano pagine indimenticabili, restavano nelle orecchie e perpetuavano poi l’emozione. Quanto Williams abbia sofferto davvero della preclusione della musica alta rispetto alle colonne sonore, non è chiarissimo: ma probabilmente non ha avuto molto tempo per pensarci, sempre chiuso in una stanza, pianoforte, carta e matita. Volendo, il doc è l’ultimo omaggio a un mondo analogico che ha stregato miliardi di persone – e che oggi possono commuoversi a volontà nel rivedere. La poliedricità da compositore è inconcepibile, passando anche da film come Schindler’s List o Salvate il soldato Ryan, oppure lavorando per Oliver Stone. Con le musiche di John Williams, questo il titolo, è punteggiato a ogni minuto da sequenze, colori, scene memorabili, dinosauri e marziani in bicicletta. E la colonna sonora è anche migliore.
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John Williams e Spielberg raccontano la genesi della colonna sonora di Schindler’s List. Williams spiega che Spielberg gli mostrò il film per intero. Lui ne rimase scosso, si allontanò, camminò e poi rientrò. “Steven, ci vuole un compositore migliore di me”. E Spielberg: “Lo so. Ma sono tutti morti”.