In quella terra di molti che è lo spazio post-tg della Rai spicca sempre la sequenza, saltando di canale, tra i 5 minuti di Vespa su Rai1 (un successo di pubblico, quello che attende i pacchi) e su Rai3 lo spazio resistente di Marco Damilano (Il Cavallo e la Torre). Serve anche per rivendicare spazi residui di pluralismo alla nuova dirigenza – ormai seminuova – ma bene o male delimita parecchio i confini. L’altra sera al Cavallo è tornato – prima volta su Rai3 dal fattaccio – Antonio Scurati. Il nuovo libro è dedicato a Mussolini, Scurati ci ha tenuto a ribadire che il presente di governo non schioda, non riescono proprio a uscire dall’incapacità assoluta e persistente di dichiararsi antifascisti: e quindi finché non succederà, lo stallo di opinioni in merito sarà comunque evidente. Ma le argomentazioni con Damilano sono andate ben oltre, sviando la banale questione ideologica e polemista per spiegare che quando si va sulla figura di Mussolini, la questione si fa assai più complessa, …
In quella terra di molti che è lo spazio post-tg della Rai spicca sempre la sequenza, saltando di canale, tra i 5 minuti di Vespa su Rai1 (un successo di pubblico, quello che attende i pacchi) e su Rai3 lo spazio resistente di Marco Damilano (Il Cavallo e la Torre). Serve anche per rivendicare spazi residui di pluralismo alla nuova dirigenza – ormai seminuova – ma bene o male delimita parecchio i confini. L’altra sera al Cavallo è tornato – prima volta su Rai3 dal fattaccio – Antonio Scurati. Il nuovo libro è dedicato a Mussolini, Scurati ci ha tenuto a ribadire che il presente di governo non schioda, non riescono proprio a uscire dall’incapacità assoluta e persistente di dichiararsi antifascisti: e quindi finché non succederà, lo stallo di opinioni in merito sarà comunque evidente. Ma le argomentazioni con Damilano sono andate ben oltre, sviando la banale questione ideologica e polemista per spiegare che quando si va sulla figura di Mussolini, la questione si fa assai più complessa, e inquietante, di quelle che si possono racchiudere in slogan.
E sembrava che aleggiassero nell’aria anche le parole recenti di Giordano Bruno Guerri sul mussolinismo - più che il fascismo - intrinseco degli italiani o di gran parte di loro attraverso la storia recente. Ovvero, forse la celebre questione del monologo, negato e censurato a Scurati, si è chiusa per sempre. Va da sé, nel momento in cui si è passati a una profondità di ragionamento superiore, nessuno in Rai ha strepitato alcunché, i pasdaran delle dichiarazioni governative erano impegnati altrove, Scurati è tornato più o meno un libero cittadino televisivo. E Cavallo e Torre hanno segnato un altro punto a favore nel giro resistente di questa bizzarra e dimenticabile stagione televisiva.
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Poco prima Bruno Vespa ospitava Enrico Brignano, impegnato in scena con I 7 Re di Roma. L’attore ha esordito così: “La Storia è materia complessa, lo diceva anche Confucio. Che era un po’ confucio, ma le cose le sapeva...”. Vespa, impassibile.