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Eve Hewson: “Ho più di trent’anni ma papà non smette di darmi consigli”

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La figlia di Bono Vox a diciannove anni ha recitato per Sorrentino, a ventiquattro per Spielberg. Ora torna nella serie “The bad sisters” girata nella sua amata Irlanda
3 minuti di lettura

Il suo sguardo limpido e la risata contagiosa sono lontani dai personaggi che ha interpretato. Eve Hewson è stata infatti l’amica dark di Sean Penn in This must be the place di Sorrentino, la misteriosa moglie di Dietro i suoi occhi, di recente la giovane sposa le cui nozze vengono terremotate da un omicidio nella serie con Nicole Kidman The perfect couple.


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È la figlia della produttrice Ali Stewart e della rockstar Paul David Hewson, meglio conosciuto come Bono degli U2. Trentatré anni, curriculum ricco (Lady Marian nello sfortunato Robin Hood di Taron Egerton, Il ponte delle spie di Steven Spielberg), Eve si fa strada per scrollarsi di dosso l’etichetta di nepo baby. In questo percorso c’è la serie dark comedy irlandese Bad sisters, grande successo in patria, la seconda stagione su Apple tv+ dal 13 novembre, storia di cinque sorelle e un assassinio da nascondere.

Il suo sguardo limpido e la risata contagiosa sono lontani dai personaggi che ha interpretato. Eve Hewson è stata infatti l’amica dark di Sean Penn in This must be the place di Sorrentino, la misteriosa moglie di Dietro i suoi occhi, di recente la giovane sposa le cui nozze vengono terremotate da un omicidio nella serie con Nicole Kidman The perfect couple.


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È la figlia della produttrice Ali Stewart e della rockstar Paul David Hewson, meglio conosciuto come Bono degli U2. Trentatré anni, curriculum ricco (Lady Marian nello sfortunato Robin Hood di Taron Egerton, Il ponte delle spie di Steven Spielberg), Eve si fa strada per scrollarsi di dosso l’etichetta di nepo baby. In questo percorso c’è la serie dark comedy irlandese Bad sisters, grande successo in patria, la seconda stagione su Apple tv+ dal 13 novembre, storia di cinque sorelle e un assassinio da nascondere.

Ha iniziato a recitare da adolescente. In che momento ha capito che poteva essere un lavoro?

"Nel primo film, The 27 club, avevo 15 anni, amavo talmente il set che non volevo tornare a casa. A fine riprese mi sono sentita persa, tristissima, mi dicevo: devo fare di tutto per tornare lì. Mi aveva appassionato tutta la macchina del film, il percorso di realizzazione, e il senso di appartenenza che ti dà lavorare in un gruppo, in una troupe. In quel momento ho capito che volevo fare quello per vivere”.

Con il padre al party degli Oscar di Vanity Fair nel 2013 

I suoi genitori l’hanno sostenuta fin dall’inizio. Le hanno dato consigli?

"E continuano a farlo, tutti i giorni. Ancora oggi, e ho più di trent’anni, mi chiamano di continuo per dirmi tutto quello che pensano del mio lavoro”.

C’è un consiglio che si sentirebbe di condividere con altri giovani artisti?

“Sì, anche se non proviene dai miei genitori ma un amico che un giorno, proprio quando stavo iniziando, mi disse: non puoi prevedere se un film o una serie andrà bene o male, o come verrà. Scegli i ruoli per l’esperienza in sé, per la sceneggiatura, perché lavorerai con quel regista o quell’attore, o con quel produttore. Prendi ogni decisione pensando a ciò che potrai imparare, piuttosto che in funzione del successo o meno del film”.

A Cannes nel 2011 con il cast di This must be the place di Paolo Sorrentino 

A proposito di insegnamenti: aveva 19 anni sul set di Paolo Sorrentino, This must be the place.

"Lavorare con Paolo è stato entusiasmante, è un grande, negli anni successivi abbiamo continuato a vederci di tanto in tanto. Su quel set c’era una atmosfera di grande familiarità, non so se è perché è italiano ma stavamo tutti insieme, sua moglie cucinava per tutti. È stata un’esperienza rilassante, anche se ero molto giovane e molto nervosa. È durata un paio di settimane, ma ora che ho fatto un po’ più di esperienza mi piacerebbe tornare a lavorare con lui".

Dopo aver lavorato nel Ponte delle spie, sarà di nuovo sul set con Spielberg nel suo prossimo film ancora top secret.

"Nel Ponte delle spie avevo una piccola parte in una produzione enorme ma quel che ricordo meglio è l’energia che Spielberg trasmetteva sul set, era incredibile. È un grande direttore di attori perché ha in testa come dare vita a quel che sta per girare, e scena dopo scena riesce a coinvolgere tutti in un’atmosfera di familiarità, e questo emerge in tutti i suoi film”.

In Bad sisters c’è un umorismo dark molto brillante. Cosa ha apprezzato di questa scrittura?

"Amo profondamente il mio personaggio, Becka: mi piace che sia allo stesso tempo incasinata, dark e triste. E vitale e vivace. Quando reciti, di solito ti si chiede di misurarti solo con un aspetto del carattere del tuo personaggio, mentre Becka è complessa, sfaccettata, interpretarla è una sfida".

È il personaggio che le somiglia di più?

"Sì assolutamente, ma forse perché è irlandese, una giovane donna cresciuta a Dublino, mi ricorda come ero io da adolescente. Le mie amiche e le ragazze che frequentavo avevano un senso dell’umorismo simile. Senza offesa per gli altri attori con cui ho lavorato, ma condividere il set con le attrici di questa serie è stata l’esperienza più bella che abbia mai fatto in vita mia".

Bad sisters 

Ha studiato a New York, lavora molto con Hollywood. Per lei l’Irlanda è ancora casa?

"Certamente. E girare questa serie è stato bello anche perché mi ha permesso di rientrare a casa, la sera, dove vivo con i miei cani. Girare in Irlanda è un sogno, le due stagioni della serie hanno richiesto due anni e mezzo di riprese, non potrei essere più felice. Tranne per il fatto che ogni giorno sono morta surgelata”.

'Bad sisters 2', le sorelle terribili irlandesi sono tornate

Il cuore della storia è il legame tra cinque sorelle. Lei ha due fratelli e una sorella, ha ritrovato qualcosa di familiare?

"Sono legatissima a mia sorella Jordan, i miei fratelli sono molto più piccoli, diciamo che Jordan e io abbiamo fatto loro da baby sitter, quando sono nati io avevo già dieci anni. Invece il rapporto con mia sorella è molto simile a quello che hanno le sorelle Garvey, e tutte mi ricordano le mie amiche del liceo, quell’amore sconfinato che passava attraverso una continua presa in giro”.

The perfect couple, Nicole Kidman giallista di fama, ma il thriller non è fiction

La serie The perfect couple, in cui recita accanto a Nicole Kidman è stata un grande successo ma soprattutto è diventato virale il balletto che vediamo nei titoli di testa.

"Non era in sceneggiatura, siamo stati obbligati a farlo. (ride) È stata una sorpresa, siamo stati praticamente costretti a farlo l’ultimo giorno di riprese. Eravamo tutti un po’ increduli, anche perché non ha alcun senso rispetto alla storia di The perfect couple. Parliamo di un mistero legato a un omicidio, che c’entra questo balletto? Invece siamo diventati un trend su Tiktok".

Il ruolo della vita?

"Un grande film in costume. Magari con un po’ di magia, qualche incantesimo, qualcosa alla Harry Potter. Amo i film per bambini, i film per famiglie. Vorrei un costume folle e una voce strana. E una grossa parrucca”.

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