“Magistrati”, in tv l’impegno e le storie di chi amministra la giustizia. Si comincia da Palermo con il procuratore aggiunto Paolo Guido
di Silvia FumarolaIl tempismo è tutto, le coincidenza esistono, e questa è notevole: nel momento del massimo scontro tra politica e magistratura, la tv racconterà l’impegno di chi è in prima linea. Da domenica 10 novembre arriva su Rai 3, in seconda serata, Magistrati, il programma condotto da Cesare Bocci che raccoglie in sei puntate le storie di indagini eclatanti e dei procuratori che le hanno seguite. “Un programma in linea con la funzione del servizio pubblico. Oltre alla narrazione dei casi, puntiamo a sensibilizzare il grande pubblico. Vogliamo portare in evidenza l'impegno e il sacrificio personale di uomini e donne che hanno deciso di dedicare la propria vita alla tutela dei nostri diritti e alla giustizia” dice Paolo Corsini, direttore Approfondimenti Rai. “Il tempismo? Il programma ha avuto una gestazione molto lunga, non abbiamo deciso oggi di farlo”.
L’operazione ha un suo valore, nel momento in cui si inasprisce il confronto: governo da una parte, magistratura dall’altra, sul caso Albania…
Il tempismo è tutto, le coincidenza esistono, e questa è notevole: nel momento del massimo scontro tra politica e magistratura, la tv racconterà l’impegno di chi è in prima linea. Da domenica 10 novembre arriva su Rai 3, in seconda serata, Magistrati, il programma condotto da Cesare Bocci che raccoglie in sei puntate le storie di indagini eclatanti e dei procuratori che le hanno seguite. “Un programma in linea con la funzione del servizio pubblico. Oltre alla narrazione dei casi, puntiamo a sensibilizzare il grande pubblico. Vogliamo portare in evidenza l'impegno e il sacrificio personale di uomini e donne che hanno deciso di dedicare la propria vita alla tutela dei nostri diritti e alla giustizia” dice Paolo Corsini, direttore Approfondimenti Rai. “Il tempismo? Il programma ha avuto una gestazione molto lunga, non abbiamo deciso oggi di farlo”.
L’operazione ha un suo valore, nel momento in cui si inasprisce il confronto: governo da una parte, magistratura dall’altra, sul caso Albania. TeleMeloni abbassa la guardia e punta sull’umanità. “Non mi sembra ci sia nessuna mitizzazione del magistrato, anzi, c'è una demitizzazione e un'esaltazione dell'umanità dietro a questi personaggi. Ben venga se il pubblico vuole vedere di cosa parliamo, al di là del dibattito politico, che ha tutta la sua legittimità ma spetta ad altri. L'eventuale interesse pubblico scaturito dalle polemiche può essere un motivo di successo per il programma” chiarisce Corsini. “Con l’Anm non c’è stato nessun tipo di interlocuzione. Immagino che ci sia solo interesse, attenzione. E l’autonomia si rivelerà non solo nei confronti della politica”.
“Il progetto” dice Bocci “è stato realizzato indipendentemente dai vari organi, a cui naturalmente è stato comunicato che ci stavamo occupando di questo. Ma non c’è stato nessun tipo di indirizzo o di consiglio, ci siamo mossi in autonomia. Da tempo con Real media, con cui abbiamo realizzato la trasmissione, parlavamo di questo”.
Magistrati parte, simbolicamente, con le immagini dell’attore a Piazza del Quirinale, davanti al Palazzo della Consulta, sede della Corte Costituzionale. Il primo protagonista – tutta da seguire la sua storia - è Paolo Guido, 55 anni, procuratore aggiunto di Palermo, che, insieme al procuratore Maurizio De Lucia, ha coordinato le operazioni per la cattura di Matteo Messina Denaro. “Per vent’anni l’ho inseguito e mi ha inseguito: l’ho immaginato grasso, magro, senza capelli, con i capelli ricci. Quando l’ho visto la prima volta ho detto: è lui, non c’è dubbio. Era identico”. Discreto, schivo, parla col suo lavoro, ma qui si racconta. “Mi ha colpito molto, da padre, la sua storia personale” spiega Bocci. “Ha perso la moglie, magistrata anche lei, e ha cresciuto da solo le figlie gemelle. Occupandosi di mafia sa benissimo a cosa va incontro, quanto sia pericoloso. La prima auto su cui sono salite le bambine nella loro vita, era blindata".
Gli altri protagonisti delle puntate saranno il procuratore generale di Torino, Lucia Musti, che parla delle sue indagini sull'infiltrazione della mafia in Emilia Romagna e dei molti altri casi che ha seguito, come quello della Uno Bianca; l'ex pm di Perugia Giuliano Mignini, protagonista delle indagini sull'omicidio di Meredith Kercher, Maria Letizia Mannella, coordinatrice del V dipartimento della Procura di Milano che si occupa della tutela della famiglia, dei minori e di altri soggetti deboli, in una puntata, in onda alla vigilia del 25 novembre, la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Il quinto appuntamento è dedicato a Tiziano Masini, magistrato di Cassazione, che, tra i tanti casi, si è occupato degli omicidi delle “Bestie di Satana”. Al centro della sesta e ultima, ci sarà Federico Frezza, procuratore di Trieste, che segue l'immigrazione clandestina della cosiddetta “rotta balcanica”.