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Alessandro Cattelan parte dai giovani e da un talent verso Sanremo: “Ma l’Ariston non è tutto”

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Il conduttore da martedì 12 novembre su Rai 2 con il primo dei cinque appuntamenti per scegliere le “nuove proposte”. E sarà co-conduttore con Carlo Conti nella serata finale del festival
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Sarà il protagonista del DopoFestival e da oggi presenterà Sanremo giovani, su Rai2 in seconda serata. È stato tirato in ballo tante volte come conduttore del festivalone e per Alessandro Cattelan, 44 anni, la domanda è sempre la stessa: condurrà Sanremo? «La cosa più probabile è che non lo farò mai, per vari motivi. Sarei in grado di farlo? Probabilmente sì. Sarei la persona più adatta? Magari no. Per condurre Sanremo serve una persona molto brava, e “larga”. Carlo Conti è una persona molto brava e molto larga. Io so fare il mio lavoro ma sono un po’ di nicchia, che non vuol dire essere sfigati, ma sinceri verso se stessi prima di tutto. Poi l’Ariston non è il punto di arrivo, si può stare bene anche senza fare Sanremo. Se mi chiameranno, benissimo, ma non è detto che succeda».

Invece, sorpresa, durante la conferenza stampa di Sanremo giovani, Conti, seduto accanto a lui, annuncia che sarà tra i co-conduttori della serata finale del festival (11-15 febbraio). Ma anche lui, il ve…

Sarà il protagonista del DopoFestival e da oggi presenterà Sanremo giovani, su Rai2 in seconda serata. È stato tirato in ballo tante volte come conduttore del festivalone e per Alessandro Cattelan, 44 anni, la domanda è sempre la stessa: condurrà Sanremo? «La cosa più probabile è che non lo farò mai, per vari motivi. Sarei in grado di farlo? Probabilmente sì. Sarei la persona più adatta? Magari no. Per condurre Sanremo serve una persona molto brava, e “larga”. Carlo Conti è una persona molto brava e molto larga. Io so fare il mio lavoro ma sono un po’ di nicchia, che non vuol dire essere sfigati, ma sinceri verso se stessi prima di tutto. Poi l’Ariston non è il punto di arrivo, si può stare bene anche senza fare Sanremo. Se mi chiameranno, benissimo, ma non è detto che succeda».

Invece, sorpresa, durante la conferenza stampa di Sanremo giovani, Conti, seduto accanto a lui, annuncia che sarà tra i co-conduttori della serata finale del festival (11-15 febbraio). Ma anche lui, il veterano di Tale e quale e dei Migliori anni, che a 63 anni ha accumulato tante esperienze — tre festival alle spalle (2015-2017), e ha firmato per le prossime due edizioni — spiega che «condurre Sanremo non è fondamentale. Avevo un amico bravissimo (Fabrizio Frizzi, ndr) che non lo ha mai fatto. Al suo funerale c’era un affetto che vale ventimila festival».

Ma l’Ariston continua a essere un palco importante, lo sanno bene i 24 ragazzi (scelti tra 560 candidati) che si giocano tutto, con lo stesso meccanismo di un talent. In cinque serate scopriremo i sei finalisti. Quattro, scelti dalla commissione, saranno in gara a febbraio. «Quattro anni dopo aver lasciato X Factor» dice Cattelan «mi è tornata la voglia di confrontarmi con un talent, sarò una spalla per i ragazzi. In ogni puntata sei concorrenti si sfideranno a coppie, con un’eliminazione per sfida».

(ansa)

Giovani e Big seguiranno due percorsi diversi. «La scelta deriva dall’esperienza delle mie tre edizioni precedenti — chiarisce Conti — ho voluto dividere di nuovo gli artisti perché ho avuto la fortuna di avere tra le Nuove proposte uscite dai miei Sanremo cantanti come Mamhood, Gabbani, Ermal Meta o Irama. Quest’anno abbiamo abbassato l’età da 29 a 26 anni». La gara per le future star è aperta, stasera si parte. «Inizieremo dopo la partita di Sinner, per cui speriamo che si sbrighi con Taylor Fritz» sorride Cattelan. «Sono ottimista perché a Torino l’ho visto molto carico».

L’eterno “giovane conduttore” ha le idee chiare: «Ogni cosa che faccio rischia di essere svilita e questo crea un equivoco» spiega ancora. «Si può fare un bel lavoro e essere contenti anche senza fare Sanremo, non è necessariamente il punto di arrivo. Vorrei sfatare la convinzione che si faccia tutto per approdare lì. Ho condotto la cerimonia dell’Atp a Torino, l’Ariston non è punto di arrivo, usciamo dall’equivoco per cui faccio questo e altro in attesa di fare Sanremo. Ho 23 anni di carriera e non sono stato mai disoccupato. Non mi sento giovane, anche se è una parola carina, meglio che vecchio».

Il talent di Sanremo è affidato a lui, ma Conti («Non sarò in video perché mi si vede già parecchio e il protagonista qui deve essere Alessandro») comparirà nella puntata finale del 18 dicembre su Rai 1, quando con i Big in gara svelerà i titoli delle canzoni. Maglioncino blu, tranquillo, risponde dritto a chi gli chiede cosa sta architettando: «La bistecca è al centro, il resto è il contorno». Il solito mantra: tutto gira intorno alla musica. «Sto ascoltando le canzoni, è il momento della responsabilità», Il 2 dicembre annuncerà i nomi dei cantanti in gara al Tg1.

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