Attore, bello, dannato e, ora, belva: queste le caratteristiche di Riccardo Scamarcio, ospite su Rai2 martedì 19 novembre alla prima puntata di Belve, il talk condotto da Francesca Fagnani. Un’intervista ironica e a tratti sfuggente, proprio come il suo protagonista: “Dicono che sono poco rassicurante e che porto inquietudine? Sono davvero inquieto – le parole dell’attore – non voglio far conoscere agli altri come sono veramente. Faccio l’attore, infatti stasera cercheremo di limitare i danni. Non andiamo troppo in profondità, cerchiamo di non svelare tutto. Tutti quanti abbiamo un lato oscuro, io tendenzialmente non lo coltivo. O, meglio, ho avuto dei periodi in cui l’ho coltivato, ultimamente sono tendente al bianco”.
Una popolarità esplosa con Tre metri sopra il cielo (2004), trampolino per una lunga carriera che non accenna a volersi fermare: “Come ho fatto a reggere la popolarità? Ho avuto momenti in cui inevitabilmente pensi di avere qualcosa di speciale, di avere del potere: è durato poco questo periodo, poi la triste realtà, cioè che siamo tutti dei miserabili, è arrivata subito. Trasgressioni? La droga la conosco bene. Tutto, tranne l’eroina. Ho avuto dei momenti più intensi, ma mai veramente problematici. Mai una dipendenza”.
Parlando di un altro suo famoso film, Manuale d’amore 2 di Giovanni Veronesi (2007), Scamarcio ha poi ricordato divertito e un po’ imbarazzato la scena di passione con Monica Bellucci: “Mi ha causato l’odio di tutti i maschi italiani. È una scena bella fortina. Ero sulla sedia a rotelle, è stata un’esperienza morbida. Bellissima esperienza lavorativa, forte e anche faticosa. Perché mi devi far rivivere questo imbarazzo? Sette ore a fingere un amplesso, a un certo punto uno… Uno si stanca, no? Che devo dire, è stato bellissimo ma faticoso. C’è un momento, dopo sette ore, dove uno può avere anche delle reazioni involontarie. Siamo fatti di carne e ossa, uno può fingere ma dopo un po’…”. E su Federico Moccia, che qualche tempo fa aveva dichiarato come non avesse mai ricevuto un grazie, Scamarcio si è espresso con “È matto. Intanto io ho fatto il film con Luca Lucini, che era il regista del film, poi non l’ho mai rinnegato, adoro Tre metri sopra il cielo”.
Scamarcio a “Belve” ricorda il set con Bellucci: “Sette ore a fingere un amplesso uno poi si stanca”
Una carriera di grande successo che, però, a suo avviso non viene del tutto riconosciuta: “Non ho mai vinto un premio importante. Per quali film ne avrei meritato uno? Per esempio Euforia di Valeria (Golino) era un film bello dove ho fatto una cosa bella. Pure Loro di Paolo Sorrentino, manco mi hanno candidato. Che ne so, Pericle il nero…”. “Posso essere molto polemico e molto pesante” ha poi confessato apertamente, aggiungendo come “Ce l’ho un po’ con questo atteggiamento diffuso di sminuire e semplificare da parte della stampa e della televisione. Ce l’ho in qualche modo con il mondo dello spettacolo, con tutto il sistema. In realtà c’è una meritocrazia e questo è evidente, però è chiaro che non devi pestare i piedi a quelli sbagliati. Registi e produttori. Io l’ho fatto, poi ho lavorato all’estero e quindi ho fatto calmare le acque qui”.