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X Factor, il trionfo del “famolo strano”: ecco le pagelle e gli eliminati

X Factor, il trionfo del “famolo strano”: ecco le pagelle e gli eliminati

Quinto live con qualche screzio tra i giudici e l’imprevedibile tenuta degli outsider

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Sorpresa: l’edizione 2024 di X Factor sembra andare contro le logiche di mercato. Niente rap, niente trap, zero urban, pochissima canzone tradizionale. Con l’eliminazione di Lowrah, il cast dei concorrenti di X Factor è ormai ridotto a una pattuglia di outsider: nessuno, dopo il primo live, avrebbe scommesso che Patagarri, Les Votives, Punkcake sarebbero arrivati così avanti e tutti insieme.

Forse è un segnale contro l’appiattimento dei suoni e dei personaggi del mondo pop, forse è una voglia di evasione diversa da quella che invade il mondo degli stream e delle radio. Ad aumentare la sorpresa, un battibecco imprevisto e imprevedibile tra Achille Lauro e Jake La Furia quasi in apertura di serata: l’artista romano si becca del “paraculo” dall’amico rapper, ma in breve tutto alla serenità. Doppia manche con inedito e cover e una sola eliminazione: al ballottaggio vanno Lowrah e i Punkcake, e i punk toscani si salvano ai danni della collega. Paola Iezzi non ha più concorrenti: Achille Lauro ne porta in semifinale ben tre, Manuel Agnelli due e Jake La Furia resta con la sola Francamente.

Les Votives

Monster (inedito) – You Know I’m Not Good (Amy Winehouse)

L’inedito è uno dei più riusciti (7), non esplosivo ma molto radiofonico. Hanno un sound internazionale, un’immagine fascinosa e un impianto sonoro credibile. Quando ricantano Amy Winehouse (7) lo fanno in modo pulito e “cool”: manca un po’ di sofferenza, ma hanno un suono. Le loro reali potenzialità restano ancora un po’ misteriose.

Lowrah

Malasuerte (inedito)

Street Style, dicono i giudici. La canzone è decisamente reggaeton (5), ma i modelli di riferimento sono ancora molto lontani. Il brano invoca un “principe zarro (rozzo)”, e con questo brano potrebbe non essere molto lontano. Per lei, eternamente in bilico nel programma, è il colpo di grazia: non la salva il Lewis Capaldi ripescato al ballottaggio. Meritava qualcosa di più.

Punkcake

Gloom (inedito) – Maps (Yeah Yeah Yeahs)

L’arte senza rischio è imprenditoria, dice Agnelli introducendo la band toscana. Che propone un inedito non troppo a fuoco (6), cantato stavolta da Sonia, e una cover (5) affrontata con la solita attitudine e una sregoletezza vocale e strumentale realmente punk. Le loro intenzioni sono chiarissime, l’efficacia stasera meno. A loro discolpa va detto che il brano scelto per la cover è quasi ingestibile. Si salvano al ballottaggio grazie ai giudici.

Francamente

Fucina (inedito) – Believe (Cher)

L’età conta perché fa rima con la consapevolezza. L’inedito (7) è una scheggia anni 80, molto Battiato style, e sicuramente la performance vocale non è stata la migliore. Ma la canzone c’è e fuori dal talent potrebbe reggere. Quando ricanta Cher (7.5) senza batteria e trasforma con la chitarra un inno dance in una carezza cantautorale conferma la sua cifra restando nel gruppetto dei favoriti.

Patagarri

Caravan (inedito) – Tu vo’ fa’ l’americano/Bella ciao

Croce e delizia del programma, alla fine cascano sempre in piedi. Il loro inedito (8) alla fine è la cosa migliore della serata: un’idea potente, tra la trap e i Balcani, che richiama anche una vecchia hit del loro giudice Achille Lauro, Thoiry. La cover è un mix di due brani che non possono andare insieme (5): si prendono gli strali dei giudici per l’uso un po’ troppo leggero di un brano partigiano, ma l’esecuzione è impeccabile. E vanno avanti.

Lorenzo Salvetti

Mille concerti (inedito) – Tango (Tananai)

E’ il cocco di tutti, e si può capire. A 17 anni sa prendersi il palco senza cadute di stile. L’inedito (6.5) è figlio di un immaginario adolescenziale: romantico, un po’ crepuscolare, fragile. Quando risuona Tananai (7) è perfettamente a suo agio. “Sei così triste che metti allegria”, scherza Agnelli. Non ha grandi segreti: è quello che si vede in scena, piace un po’ a tutti e fuori dal talent ha molte possibilità di trovare la sua strada.

Mimì

Dove si va (inedito) – Lylac Wine (Nina Simone/Jeff Buckley)

Fosse stato il vecchio Giochi senza frontiere avremmo detto che Mimì si è giocata il jolly: ha portato un inedito scritto da Madame (7), di cui si riconosce molto lo stile ma non tanto il graffio. Lei tiene benissimo, affrontando anche una cover (7.5) di superba difficoltà. Accumula esperienza (e complimenti) in attesa di un boom definitivo.

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