Come si sospetta da tempo, rimane pressoché eroica l’impresa di ogni venerdì sera di Maurizio Crozza sul Nove. E si parla del ruolo di unico – o quasi – dichiarato oppositore politico di stanza in tv, con le mani libere per poter affondare colpi antigovernativi di una certa consistenza. Ma è anche certo che i tempi rimangono complicati, rischiando sempre di arrivare in ritardo rispetto a quanto è già stato detto e consumato sui social – vedi il caso della Premier in Argentina, Evita Melòn, e quell’affacciarsi al balcone, anche se ormai la battuta l’ha già fatta chiunque. Ma lo sforzo di ogni settimana – stavolta anche una leggera intemerata sul declino dei 5 Stelle – rimane pieno di inventiva.
E però poi arriva il numero stellare: nel quale si conferma che quando può svariare su personaggi e situazioni più attinenti al costume e alla derelitta società dello spettacolo in auge da noi, il livello sale di parecchio. Vedi –…
Come si sospetta da tempo, rimane pressoché eroica l’impresa di ogni venerdì sera di Maurizio Crozza sul Nove. E si parla del ruolo di unico – o quasi – dichiarato oppositore politico di stanza in tv, con le mani libere per poter affondare colpi antigovernativi di una certa consistenza. Ma è anche certo che i tempi rimangono complicati, rischiando sempre di arrivare in ritardo rispetto a quanto è già stato detto e consumato sui social – vedi il caso della Premier in Argentina, Evita Melòn, e quell’affacciarsi al balcone, anche se ormai la battuta l’ha già fatta chiunque. Ma lo sforzo di ogni settimana – stavolta anche una leggera intemerata sul declino dei 5 Stelle – rimane pieno di inventiva.
E però poi arriva il numero stellare: nel quale si conferma che quando può svariare su personaggi e situazioni più attinenti al costume e alla derelitta società dello spettacolo in auge da noi, il livello sale di parecchio. Vedi – nel senso di andarselo a rivedere appena si può - l’imitazione dell’altra sera di Mauro Corona. Crozza è avvezzo al personaggio, ma l’ultimo Corona in circolazione è quello letterario-malinconico, che si trova con Francesco Guccini a rimembrare i vecchi tempi, che affronta temi vitali relativi alla sua vita maldestra e iper-vissuta. Qui Crozza – con gli autori – si è superato.
La gag migliore – attinente ad antiche questioni di gestione dei periodi fertili delle mucche – purtroppo non si può riportare qui. Ma alla fine era un numero d’alta scuola – Crozza ne sa – applicato a un personaggio che, ovviamente, è di spessore diverso rispetto a quello che gli tocca mostrare quando è ingaggiato dai talk finto-seriosi. E pazienza per la satira politica, che costa sempre fatica improba - anche se l’effetto è assicurato: quando la comicità vola altrove, se c’è Crozza con il suo gruppo di mezzo, la resa per chi non si accontenta è di assoluto livello.
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Il venerdì sera in tv rimane sempre la questione, desolante, del match diretto con quelli di Propaganda Live. Che funziona solo per la gag del Campo largo che si distribuisce in tv. Ma se in futuro – e come nella realtà politica – si trovasse una soluzione diversa, ci si guadagnerebbe tutti.