Nicolò Fagioli, la ludopatia di un campione ancora ragazzo
di Antonio DipollinaSi chiama Fragile e lo si trova su Prime Video. Dura meno di un’ora e il personaggio del titolo è Nicolò Fagioli, calciatore di gran talento, tesserato dalla Juventus e meritevole della Nazionale azzurra. La storia raccontata è quella del periodo nerissimo, per quanto di ripresa, nel quale ha scontato sette mesi di squalifica ed è stato lontano dal calcio. Il motivo, il gioco d’azzardo, le scommesse sul calcio medesimo, passatempo prima, poi perversione da giovane ragazzo ricco, infine incubo, con la Polizia che si presenta sotto casa alle sei di mattina. La forza di questo speciale – che è stato prodotto dalla divisione mediatica della stessa Juventus - è in una sorta di equilibrio che si riesce a trovare: il racconto nudo e crudo dei fatti – anche se ne mancano per forza di cose parecchi - è più che sufficiente a dare il senso. Soprattutto, quello della ludopatia – ma quella brutta davvero - è un tema che viene affrontato pochissimo: è come se il sistema mediatico intero lo rimbalza…
Si chiama Fragile e lo si trova su Prime Video. Dura meno di un’ora e il personaggio del titolo è Nicolò Fagioli, calciatore di gran talento, tesserato dalla Juventus e meritevole della Nazionale azzurra. La storia raccontata è quella del periodo nerissimo, per quanto di ripresa, nel quale ha scontato sette mesi di squalifica ed è stato lontano dal calcio. Il motivo, il gioco d’azzardo, le scommesse sul calcio medesimo, passatempo prima, poi perversione da giovane ragazzo ricco, infine incubo, con la Polizia che si presenta sotto casa alle sei di mattina. La forza di questo speciale – che è stato prodotto dalla divisione mediatica della stessa Juventus - è in una sorta di equilibrio che si riesce a trovare: il racconto nudo e crudo dei fatti – anche se ne mancano per forza di cose parecchi - è più che sufficiente a dare il senso. Soprattutto, quello della ludopatia – ma quella brutta davvero - è un tema che viene affrontato pochissimo: è come se il sistema mediatico intero lo rimbalzasse, e ci sarà un motivo.
L’altro merito è quello di aver realizzato un lavoro sì, a sostegno, ovviamente di cammino verso la redenzione, ma senza eccedere nel fare morali o buttarla sul figliol prodigo o cose simili. Come antidoto, basta scrutare la faccia del ragazzo nei momenti in cui si racconta: il disagio è palpabile, il senso terapeutico dell’operazione è chiaro, ma l’espressione, e anche certe frasi, sono quelle nelle quali Nicolò conferma: “Non se ne esce davvero, al massimo puoi tenerlo a bada”. Il senso successivo: il diavolo esiste, ognuno ne sceglie uno e poi ci combatte. Quindi non un approccio di speranza banale, ma qualcosa di più autentico. In attesa che qualche documentarista vada a mettere davvero le mani nel ginepraio grande dell’azzardo diffuso, applicato al calcio e a mille altre cose. E, da quello che si intuisce, sembra davvero una missione impossibile.
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Mancavano notizie, si stavano già riscontrando segnali di nervosismo diffuso, poi è arrivata la conferma e il paese intero si è rilassato. Alla Vigilia di Natale anche quest’anno Italia 1 manderà il film Una poltrona per due.