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Alla generalista farebbe bene un bel Piedone

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Multischermo / Su Sky i quattro episodi
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Il richiamo originario al poliziotto debordante ed eccessivo interpretato da Bud Spencer (era il 1973) un po’ serve a lanciare la serie, ma un po’ gioca contro. Piedone – Uno sbirro a Napoli, serie di Sky in quattro episodi – in realtà sono film tv con trama, anche, autonoma – sfrutta il marchio in questione ma in realtà cerca una via in proprio: e lontani da Gomorra, ovviamente – il protagonista Salvatore Esposito, che si muove con naturalezza assoluta nella trama, è un altro tipo di esca, ma a fin di bene. E però per nulla disposti alla trappola di segno contrario, ovvero l’ipotesi di buttarla in scazzottate – al massimo un paio in tutto, e mimate come in un cartoon.

Ne viene fuori una buona serie crime affondata nel panorama napoletano fatto di frontiere continue, territoriali e umane, una dopo l’altra. Non sfigurerebbe affatto nella programmazione generalista, e anzi ne rappresenterebbe un salto di qualità. Vedi, ne…

Il richiamo originario al poliziotto debordante ed eccessivo interpretato da Bud Spencer (era il 1973) un po’ serve a lanciare la serie, ma un po’ gioca contro. Piedone – Uno sbirro a Napoli, serie di Sky in quattro episodi – in realtà sono film tv con trama, anche, autonoma – sfrutta il marchio in questione ma in realtà cerca una via in proprio: e lontani da Gomorra, ovviamente – il protagonista Salvatore Esposito, che si muove con naturalezza assoluta nella trama, è un altro tipo di esca, ma a fin di bene. E però per nulla disposti alla trappola di segno contrario, ovvero l’ipotesi di buttarla in scazzottate – al massimo un paio in tutto, e mimate come in un cartoon.

Ne viene fuori una buona serie crime affondata nel panorama napoletano fatto di frontiere continue, territoriali e umane, una dopo l’altra. Non sfigurerebbe affatto nella programmazione generalista, e anzi ne rappresenterebbe un salto di qualità. Vedi, nel finale dell’intera serie, il trattamento di scrittura per nulla banale che viene riservato al tema dell’ambiguità, sia della natura umana che del ruolo delle istituzioni - è facile dire poliziotti corrotti, poi bisogna andare a scavare negli abissi del reale.

E il dualismo – che si risolve in un rapporto affettivo anche qui non tirato via – di Piedone-Esposito con la commissaria Sonia (un’ottima Silvia D’Amico) innesca risvolti di trama all’altezza. C’è anche Fabio Balsamo – quello dei Jackal – che non macchiettizza, anzi, il ruolo classico dell’ispettore di buffe maniere. Insomma, guai a essere prevenuti: spesso, alla visione, ci si chiede cosa si stia guardando davvero. Il che è un bene: e l’esito, tra i prodotti italiani di genere simile, è quello di una serie con più che discreta dignità di proposta.

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Come da sentenza del Tar, è illegittimo affidare direttamente alla Rai il Festival di Sanremo. Ma è certo che se lo si proponessero ad altre tv, la risposta sarebbe alla Sinner: “Abbiamo di meglio da fare”.

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