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X Factor, la tv oltre lo schermo: la sfida del talent e il televoto nell’arena

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La finale dello show di Sky a Napoli cambia le regole del piccolo schermo. E offre una piazza anche a chi non ce l’avrà mai, concedendo un’illusione anche ai futuri dimenticati
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E sì, “ciao, Napoli!”, come urlano tutti. Grazie Napoli, perché offri una piazza da rockstar, una piazza impossibile, una piazza che Gigi D’Alessio riempie da solo, ai potenziali portatori dell’X Factor per ora assemblati, concedi il sogno o l’illusione di domare una folla sterminata anche ai futuri dimenticati. Il talent celebra sé stesso, diventa talent-kolossal: ce ripigliamm’ tutt’ chell’che è ’o nuost’, la piazza, il televoto che a questo punto è un po’ meno tele, perché si incarna nell’arena; eccolo qua un bel campione di spettatori-da-casa per una sera fuori casa per assistere alla tv oltre lo schermo, con lo schermino dello smartphone a fare da filtro comunque, da verifica, da realtà aumentata — Lauro dice mettete via i cellulari, ma nessuno lo prende sul serio. Figuriamoci, mica c’è in giro Bob Dylan. Tutt’al più si canta Patti Smith, Because the night. E poi votate con il codice 01.

X Factor, piazza del …

E sì, “ciao, Napoli!”, come urlano tutti. Grazie Napoli, perché offri una piazza da rockstar, una piazza impossibile, una piazza che Gigi D’Alessio riempie da solo, ai potenziali portatori dell’X Factor per ora assemblati, concedi il sogno o l’illusione di domare una folla sterminata anche ai futuri dimenticati. Il talent celebra sé stesso, diventa talent-kolossal: ce ripigliamm’ tutt’ chell’che è ’o nuost’, la piazza, il televoto che a questo punto è un po’ meno tele, perché si incarna nell’arena; eccolo qua un bel campione di spettatori-da-casa per una sera fuori casa per assistere alla tv oltre lo schermo, con lo schermino dello smartphone a fare da filtro comunque, da verifica, da realtà aumentata — Lauro dice mettete via i cellulari, ma nessuno lo prende sul serio. Figuriamoci, mica c’è in giro Bob Dylan. Tutt’al più si canta Patti Smith, Because the night. E poi votate con il codice 01.

X Factor, piazza del Plebiscito gremita a pochi minuti dall'inizio della finale

D’altra parte è un programma televisivo, non è solo un concerto, né un concertone del primo maggio, non è Sanremo en plein air, non è il capodanno di Rai 1, ma è tutto questo insieme, con le coreografie da musical, la gente che un po’ fa il karaoke (spesso senza andare a tempo), un po’ no, non tutto il repertorio è pop o recente, e la giuria — vera indiscussa protagonista dei talent e delle corride e di Ballando con le stelle — che si prende la scena, chiama gli applausi, incita, glossa, rivendica, spiega, conciona.

La giuria con la conduttrice Giorgia 

Alla bisogna i giurati mostrano occhi lucidi, capelli al vento, pelliccioni sperabilmente sintetici, ma tutto sommato sono lì a celebrare, a dichiarare amore, a montare la testa di chi li metterà in ombra nel futuro. O magari già ora. Perché la fanbase è accoratissima («ti spacco la faccia se non mi dai il tuo cuore» si legge su un cartello). Anche incostante e volubile, a essere realisti. Tanto più se si tratta degli Usciti Dai Talent, categoria che da due decenni ha cambiato le carte in tavola del mercato musicale. La fabbrica ne sforna tanti, la durata ne premia pochi.

Ma è comunque una notizia e insieme una simpatica smargiassata, questo fatto di un talent — nei fatti, una sfilata di ancora semisconosciuti — che esce dallo studio tv e si prende la piazza. La piazza giusta — quella detta, non a caso, del Plebiscito.

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