C’è un gran bisogno di X Factor e di giovani, magari impertinenti e magari bravi. Il talent di Sky, all’edizione ennesima e a rischio di consunzione, è risorto dalle sue ceneri, o da qualcosa che vi somigliava. La prima impressione in avvio era quella giusta ed è una sorta di messaggio al mondo: ci si è messi intorno a un tavolo, si è deciso che i criteri per scegliere la giuria non dovevano essere per forza del tipo “quello si farà arrestare alla quarta puntata e quell’altro picchierà un concorrente alla quinta”. La garante, Giorgia: un po’ a malpartito nella finalona all’aperto, e al freddo e al gelo (ma Manuel Agnelli in giacchetta non poteva farsi dare un piumino invece di lamentarsi tutta la sera?). Ma c’era lei, Giorgia, che non è da urla alla piazza, essendo invece deliziosa quando gioca tranquilla con i birignao da conduttrice. Non era, la finale, l’occasione giusta, ma se si decide di andare in una piazza gremita a Napoli poi le cose vanno per conto loro.
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C’è un gran bisogno di X Factor e di giovani, magari impertinenti e magari bravi. Il talent di Sky, all’edizione ennesima e a rischio di consunzione, è risorto dalle sue ceneri, o da qualcosa che vi somigliava. La prima impressione in avvio era quella giusta ed è una sorta di messaggio al mondo: ci si è messi intorno a un tavolo, si è deciso che i criteri per scegliere la giuria non dovevano essere per forza del tipo “quello si farà arrestare alla quarta puntata e quell’altro picchierà un concorrente alla quinta”. La garante, Giorgia: un po’ a malpartito nella finalona all’aperto, e al freddo e al gelo (ma Manuel Agnelli in giacchetta non poteva farsi dare un piumino invece di lamentarsi tutta la sera?). Ma c’era lei, Giorgia, che non è da urla alla piazza, essendo invece deliziosa quando gioca tranquilla con i birignao da conduttrice. Non era, la finale, l’occasione giusta, ma se si decide di andare in una piazza gremita a Napoli poi le cose vanno per conto loro.
Tutto rivitalizzato, quindi, e senza buttarla in caciara — a Ballando forse ci avevano pensato, poi qualcuno deve aver chiesto: e io che ci faccio, allora? E il punto di share in più? Ed è finita in saloon. Per X Factor sarà anche questo un percorso, come dicono tutti, dai concorrenti ai giudici, a ogni passo? Speriamo. Ma i punti forti ci sono: la splendida normalità di Mimì in mezzo al gruppo, vincitrice di quelle che non appena uno sente il primo svolazzo vocale alza le mani e si arrende.
O un rarissimo spazio tv, ormai, per gente divertente e geniale come i Patagarri: tipi di strada, certo, ma con i pastiches musicali da far tornare il buonumore al mondo. Ben fatto, quindi: e chi era alla tv ha spesso riprovato la rara sensazione di un divertimento a cui nessuno ti stava forzando.
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Forza X Factor e forza giovani. Quelli di una volta, per dire, servono ormai a far tenerezza. Finale, si parte e sale sul palco Robbie Williams, uno grande davvero, e attacca il suo ultimo successo. E si coglie, come dire, una leggerissima assonanza con una leggendaria canzone di Jim Croce di 51 (!) anni fa. Per fortuna se ne accorgono in pochi, ma appunto: forza giovani. Gli altri sono pronti per i neverending tour.