Somiglia a una favola di quelle che i nonni raccontano ai nipoti. Con la differenza che in questo caso i nipoti farebbero resistenza tornando ad ascoltare la trap, ma poi chissà. Sta in uno speciale di un’ora trasmesso da Rai 5 mercoledì sera (visibile su RaiPlay). Titolo: Nanni Ricordi — L’uomo che inventò i dischi. Fine anni 50, la Ricordi è una gloriosa casa che produce lirica e affini, tanto che il giovane Nanni si trova impegnato al suo primo lavoro con Medea e una signora che si chiamava Maria Callas. Da lì in avanti però, e si entra nei favolosi anni 60, l’estro del giovane lo porta rapidamente altrove, complice uno scenario milanese incomparabile — e con Genova come punto di raccordo — con giovani virgulti artistici sparsi in giro ma che, citazione, si conoscevano tutti, si trovavano negli stessi posti e non provavano invidia l’uno per l’altro. Almeno agli inizi. E furono Gaber, Jannacci, Paoli, Tenco e tanti altri: per Lucio Battisti l’approdo — via Mogol — alla Ricordi moder…
Somiglia a una favola di quelle che i nonni raccontano ai nipoti. Con la differenza che in questo caso i nipoti farebbero resistenza tornando ad ascoltare la trap, ma poi chissà. Sta in uno speciale di un’ora trasmesso da Rai 5 mercoledì sera (visibile su RaiPlay). Titolo: Nanni Ricordi — L’uomo che inventò i dischi. Fine anni 50, la Ricordi è una gloriosa casa che produce lirica e affini, tanto che il giovane Nanni si trova impegnato al suo primo lavoro con Medea e una signora che si chiamava Maria Callas. Da lì in avanti però, e si entra nei favolosi anni 60, l’estro del giovane lo porta rapidamente altrove, complice uno scenario milanese incomparabile — e con Genova come punto di raccordo — con giovani virgulti artistici sparsi in giro ma che, citazione, si conoscevano tutti, si trovavano negli stessi posti e non provavano invidia l’uno per l’altro. Almeno agli inizi. E furono Gaber, Jannacci, Paoli, Tenco e tanti altri: per Lucio Battisti l’approdo — via Mogol — alla Ricordi modernizzata da Nanni diventa il luogo perfetto per uno che “sapeva benissimo fin dalla sua prima canzone di essere un fenomeno e di poter vendere dischi a milioni”.
L’intreccio di evoluzione tecnologica dei mezzi di produzione e occhio lungo, ovvero orecchio, del deus ex machina Nanni, crea un mondo imprescindibile. Sfilano, nelle interviste dello speciale diretto da Roberto Manfredi, quelli che ne trassero ogni beneficio di carriera, ma anche testimoni del tempo: Gino Paoli, Ornella Vanoni, Roberto Vecchioni, musicisti e produttori, si rivedono Ricky Gianco e Gianfranco Manfredi. Ben presto, l’aneddotica prende il sopravvento e si perde un po’ il quadro d’insieme. Ma per chi c’era — parliamo del periodo di massimo splendore per la cultura pop declinata verso l’alto — immaginare sapori e colori delle scene e del mondo che viene raccontato è un richiamo appassionante.
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Momento top. Ivan Cattaneo, ai tempi ribelle eccentrico, racconta di una delle memorabili serate a casa di Ricordi. Tra i presenti, Leonard Bernstein, Maria Callas, Giuseppe Di Stefano. Gli ultimi due “si imboscano nel guardaroba”. Il resto è arte.