In missione per conto di quella quota di pubblico tv resistente, che trova bello e giusto avere la sera di Natale su Rai1 una cosa bella e giusta. Alberto Angela coltiva forse un vezzo nella serie Stanotte a. Della notte si impadronisce e si muove come in magica escursione. Quasi dieci anni fa fu in Vaticano, stavolta si è preso tutta Roma, giocata come il più spettacolare palcoscenico del mondo sul quale mettere in scena lo scenario stesso. Non è solo per vincere facile, ma per consolidare il metodo storico – la buona curiosità per le storie, la Storia, i racconti – come vuole il marchio di famiglia ma soprattutto per certificarne la persistente bontà, efficacia, utilità. Viene da immaginare qualche giovane potenzialmente distratto che si incuriosisce per caso davanti alla tv e si regala qualche pensiero e suggestione. Se ce n’è stato anche solo uno, bene. Se sono cinque, benissimo, dai dieci in su è un trionfo. E non per buonismo edificante, proprio per suggerire un metodo che darà …
In missione per conto di quella quota di pubblico tv resistente, che trova bello e giusto avere la sera di Natale su Rai1 una cosa bella e giusta. Alberto Angela coltiva forse un vezzo nella serie Stanotte a. Della notte si impadronisce e si muove come in magica escursione. Quasi dieci anni fa fu in Vaticano, stavolta si è preso tutta Roma, giocata come il più spettacolare palcoscenico del mondo sul quale mettere in scena lo scenario stesso. Non è solo per vincere facile, ma per consolidare il metodo storico – la buona curiosità per le storie, la Storia, i racconti – come vuole il marchio di famiglia ma soprattutto per certificarne la persistente bontà, efficacia, utilità. Viene da immaginare qualche giovane potenzialmente distratto che si incuriosisce per caso davanti alla tv e si regala qualche pensiero e suggestione. Se ce n’è stato anche solo uno, bene. Se sono cinque, benissimo, dai dieci in su è un trionfo. E non per buonismo edificante, proprio per suggerire un metodo che darà soddisfazioni per sempre, a quelli ben disposti. Con Roma, appunto, non è solo più facile: è un piacere assoluto nel quale far convergere l’analisi irresistibile dei movimenti al marmo di Michelangelo nel Mosè e Aldo Fabrizi che dà lezioni su cosa non bisogna sbagliare nella amatriciana. Con Roma a reggere tutto, quella Roma in grado di rigenerarsi sempre – viene fuori un guaio totale su un concerto di fine anno? Se ne organizza un altro che, a leggerlo, è trenta volte migliore. Va da sé, uno speciale simile sarebbe replicabile in un centinaio di puntate ognuna diversa dall’altra e in nessuna ci sarebbero ripetizioni. Gli ospiti che gli danno una mano – soprattutto un Giancarlo Giannini all’apice della malinconia – arrivano con la massima dedizione e rispetto, sapendo che non potranno sbagliare e infatti non sbagliano, concentrati e felici di esserci. Perché quello che conta lo si è messo in chiaro da subito: è ancora un dovere per qualcuno, vivaddio, fare in modo che la sera di Natale, in tv, ci sia una cosa bella e giusta.
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Mara Venier: «Lei è felice?». Luca di Montezemolo: «Guardi, questa è una domanda da mille e una notte...».
(Domenica In, Rai1).