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È sempre Natale in casa Cupiello ma la versione di Vincenzo Salemme divide il pubblico

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Promossa da spettatori e share. Ma in rete si scatena il dibattito tra integralisti e innovatori
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“Te piace ‘o presepio?”. E scatta puntuale la polemica tra eduardiani integralisti e chi crede possibile una libera rilettura dei classici. Il Natale in casa Cupiello firmato da Vincenzo Salemme fa il pieno di pubblico su Rai 1 in prima serata a Santo Stefano. Oltre il 25% di share, 3 milioni 346 mila spettatori. Ma divide. Guelfi e ghibellini, famosi e non, si affrontano in rete. Fino all’ultima battuta.

Il più severo sembra Massimiliano Palmese, regista del documentario Nastro d’argento Il caso Braibanti: “Eduardo, perdonalo”. Gli fa subito da controcanto Marisa Laurito che, come Salemme, con Eduardo ha esordito: «Mi è piaciuto moltissimo». Alessandro Siani commenta con Repubblica: «Il suo Eduardo è un omaggio in punta di piedi che ha appassion…

“Te piace ‘o presepio?”. E scatta puntuale la polemica tra eduardiani integralisti e chi crede possibile una libera rilettura dei classici. Il Natale in casa Cupiello firmato da Vincenzo Salemme fa il pieno di pubblico su Rai 1 in prima serata a Santo Stefano. Oltre il 25% di share, 3 milioni 346 mila spettatori. Ma divide. Guelfi e ghibellini, famosi e non, si affrontano in rete. Fino all’ultima battuta.

Il più severo sembra Massimiliano Palmese, regista del documentario Nastro d’argento Il caso Braibanti: “Eduardo, perdonalo”. Gli fa subito da controcanto Marisa Laurito che, come Salemme, con Eduardo ha esordito: «Mi è piaciuto moltissimo». Alessandro Siani commenta con Repubblica: «Il suo Eduardo è un omaggio in punta di piedi che ha appassionato in teatro e in tv. Scommessa vinta due volte». Ma non basta, nessun parere sembra definitivo, anzi: è il pretesto per rilanciare la discussione. Commenti critici arrivano dalle attrici Maria Basile Scarpetta, vedova di Mario - il suo è un secco: «Aiuto» - e da Tina Femiano: «Sono belle le versioni che rispettano le battute di ogni personaggio». Al coro dei “no” partecipa anche Bruno Garofalo, scenografo di Eduardo, che commenta con un tagliente: «Orrorifico». Il regista Mario Gelardi, poi, la mette sul tempo di resistenza: «Ho cambiato canale dopo 15 minuti». La costumista Annamaria Morelli lo batte: «Io dopo dieci».

Ma, calcoli alla mano, gli apprezzamenti per Salemme superano le stroncature. Tra i più entusiasti Francesco Di Leva che, diretto da Martone, ha interpretato l’eduardiano Il sindaco del rione Sanità: «Salemme ha impresso il suo sguardo su questa commedia andando in una direzione precisa e leggibile. Ha dimostrato di essere un grande attore ma questo lo sapevamo già, non c’era bisogno di una rappresentazione in tv per scoprirlo».

A placare gli animi dei polemisti ci prova anche lo scrittore Maurizio de Giovanni: «Di Shakespeare per grazia di Dio non esistono versioni filmate. Altrimenti a ogni Re Lear sai che guerra di paragoni disgustati». Finisce con Peppe Iodice, attore: per lui nessun dubbio, Salemme è un top player assoluto e il suo Natale in casa Cupiello è degno del maestro: «Lui avrebbe applaudito senza remore».

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