Poteva essere un comune passaggio televisivo da un quarto di secolo all’altro, gente in piazza, cantanti che sfilano e botto a mezzanotte. Passerà invece alla storia, l’edizione 2024 de L’anno che verrà: ovvero il veglione pop di Rai 1 ormai solidificato nel tempo. E vi passerà con quello che per brevità, e altro, definiremo Capodanno TDC. Che non ha nulla a che vedere con la Tariffa Doganale Comune, in vigore in Europa, ma attiene a un poderoso e ripetuto insulto volato nei microfoni a più riprese: e proprio in pieno countdown finale di mezzanotte, e proprio da uno degli artisti più in vista sul palco – Angelo Sotgiu, dei Ricchi e poveri. Crede che il microfono sia spento e si mette a inveire, a base di TDC, sui fonici. Il microfono era drammaticamente aperto. Morale, non si parla d’altro, il web impazzisce e i social fanno festa davvero. Dopo quasi due ore Marco Liorni - debuttante che avrebbe voluto ben altro debutto – rilascia in diretta due parole di scuse.
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Poteva essere un comune passaggio televisivo da un quarto di secolo all’altro, gente in piazza, cantanti che sfilano e botto a mezzanotte. Passerà invece alla storia, l’edizione 2024 de L’anno che verrà: ovvero il veglione pop di Rai 1 ormai solidificato nel tempo. E vi passerà con quello che per brevità, e altro, definiremo Capodanno TDC. Che non ha nulla a che vedere con la Tariffa Doganale Comune, in vigore in Europa, ma attiene a un poderoso e ripetuto insulto volato nei microfoni a più riprese: e proprio in pieno countdown finale di mezzanotte, e proprio da uno degli artisti più in vista sul palco – Angelo Sotgiu, dei Ricchi e poveri. Crede che il microfono sia spento e si mette a inveire, a base di TDC, sui fonici. Il microfono era drammaticamente aperto. Morale, non si parla d’altro, il web impazzisce e i social fanno festa davvero. Dopo quasi due ore Marco Liorni - debuttante che avrebbe voluto ben altro debutto – rilascia in diretta due parole di scuse.
Insulto fuori onda a Capodanno, l'imbarazzo e le scuse di Marco Liorni
Ci sono i precedenti. Era il 2016 e fu peggio: c’erano ancora tipi ingenui convinti che dare voce alla gente in diretta fosse indice di accresciuta libertà e partecipazione. Scorrevano gli sms di auguri, sbucò una bestemmia epocale. Scandalo all’altezza: e si scoprì che l’autore era un ragazzo pugliese bidonato dagli amici al veglione. Tutto questo per fare piccola storia della tv, ma anche per glissare su questa edizione di Anno che verrà. Più che mai sarebbe servito il fantozziano maestro Canello per accorciare i tempi: e dire che qualche esibizione non dozzinale era pure passata, ma il clou con Mamma Maria e Malgioglio sembra ormai uno scavo archeologico televisivo.
Infine Liorni: apprezzato nel passo felpato e ironico che usa nei game (da Reazione a catena a L’eredità) ha deciso di strafare giocando al sobillatore da villaggio turistico. Non fa per lui, ma alla fine l’ex biondo dei Ricchi e poveri si è assunto il compito e il dovere di sviare l’attenzione.
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C’era anche Nino Frassica, che in mezzo a tutto l’afflato promozionale per Reggio Calabria che ospitava l’evento, ha avuto uno scatto identitario: “Reggio è bella, bellissima: da qualunque punto ti affacci, si vede Messina”.