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“Quinta dimensione”, la divulgazione scientifica che rassicura

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Multischermo / Il nuovo programma scientifico di Barbara Gallavotti segue il solco della tradizione post- Piero Angela
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Inutile tentare la battuta ammiccante e stupidina (le dimensioni contano) perché qualcuno sul web l’ha già fatta. La Quinta dimensione, tecnicamente, è una cosa complicatissima e degna di studi ad alto livello: qui, per semplificare, diventa un suggestivo titolo per la televisione con spiegazione alla portata di dignitosi percorsi scolastici.

Ci sono le tre dimensioni note, quelle dello spazio, c’è la quarta che afferisce al tempo e la quinta diventa quella della conoscenza e curiosità delle cose, per meglio dire la coscienza di ciò che è altro da sé. Il programma di Barbara Gallavotti, tornato nel sabato sera di Rai 3, si ripropone nella sua chiara collocazione post-Piero Angela e offre la doppia lettura: presta il fianco a chi sostiene che nella divulgazione socio-scientifica di questo tipo siamo fermi da decenni. E dall’altro lato intende, con piglio deciso, rassicurare chi tiene ancora molto a queste cose. E scoprire il sostanzioso pacchetto di pubblico tv che — di sabato sera — v…

Inutile tentare la battuta ammiccante e stupidina (le dimensioni contano) perché qualcuno sul web l’ha già fatta. La Quinta dimensione, tecnicamente, è una cosa complicatissima e degna di studi ad alto livello: qui, per semplificare, diventa un suggestivo titolo per la televisione con spiegazione alla portata di dignitosi percorsi scolastici.

Ci sono le tre dimensioni note, quelle dello spazio, c’è la quarta che afferisce al tempo e la quinta diventa quella della conoscenza e curiosità delle cose, per meglio dire la coscienza di ciò che è altro da sé. Il programma di Barbara Gallavotti, tornato nel sabato sera di Rai 3, si ripropone nella sua chiara collocazione post-Piero Angela e offre la doppia lettura: presta il fianco a chi sostiene che nella divulgazione socio-scientifica di questo tipo siamo fermi da decenni. E dall’altro lato intende, con piglio deciso, rassicurare chi tiene ancora molto a queste cose. E scoprire il sostanzioso pacchetto di pubblico tv che — di sabato sera — vuole avere coscienza e abitarla, quella Quinta dimensione, è un buon palliativo per i tempi.


Vedi la puntata recente: tema, la vita e la sua durata, lo stato dell’arte della ricerca e soprattutto le applicazioni su come vivere meglio i decenni finali di un’esistenza. Per cui accanto a temi da brivido, passa anche l’ultima moda (ma ormai sarà la terz’ultima o di più) del Semaglutide, altrimenti noto come Ozempic, il farmaco anti-diabete diventato poi dimagrante dei miracoli. Per cui passano anche immagini di star mondiali alla Kim Kardashian, simboli dell’Ozempic-glamour e viene il dubbio che per temi simili forse servirebbe una puntata spregiudicata su umanità e gestione del corpo (magari con ospite il recente Walter Siti e le sue irresistibili teorizzazioni in materia). Ma qui appunto siamo nel solco di una tradizione divulgo-televisiva, Gallavotti resta fedele alla linea e la Quinta dimensione rimane un saggio e confortevole mondo d’appartenenza.

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«Ricorderò per sempre quando sono stato ospite di una trasmissione in Germania e ho legato le mani a una ministra tedesca che poi è stata portata in ospedale» (Giucas Casella, la Repubblica Palermo).

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