Il tema della vendetta è sempre attuale, come recita il proverbio cinese: “Siediti lungo la riva del fiume e aspetta, prima o poi vedrai passare il cadavere del tuo nemico”. Il problema è la pazienza: Edmond Dantès il protagonista del Conte di Montecristo, ne ha avuta tantissima: il romanzo di Alexandre Dumas è un classico che ha fatto riflettere generazioni sui propri sentimenti di rivalsa. Perché non sarà nobile, ma il desiderio di vendicarsi è umano. L’Italia negli anni 60 si innamorò di Andrea Giordana superstar nello sceneggiato di Edmo Fenoglio, nel 1999 c’è stato il Montecristo con Gérard Depardieu, di recente su Canale 5 è andata in onda la trasposizione di Alexandre de La Patellière e Matthieu Delaporte con Pierre Niney (che aveva interpretato Yves Saint Laurent nel biopic sullo stilista). Lunedì 13 gennaio arriva su Rai 1 la serie kolossal, presentata all'Ambasciata di Francia a Roma, diretta dal premio Oscar Bille August; il protagonista è Sam Claflin (Pirati dei Caraibi, Hunger games e Scrivimi ancora), che ha schiere di giovani fan, perfetto eroe romantico. La storia si ripete, Edmond Dantès, giovane marinaio viene ingiustamente recluso. Nel Castello d'If, una fortezza adibita a penitenziario su un isolotto davanti alla costa marsigliese, incontra l’abate Faria (Jeremy Irons), che diventa il suo mentore. Riesce a evadere e dopo 14 anni ricomincia la sua vita, assumendo l'identità, appunto, del conte di Montecristo. Ricco e spietato, andrà a cercare chi gli ha rovinato la vita.
Grande cast per la serie prodotta da Rai Fiction e Palomar: Harry Taurasi, Ana Girardot, Mikkel Boe Følsgaard, Blake Ritson, con tanti attori italiani. A partire da Michele Riondino, che nella serie è Jacopo, fedele servitore del Conte: "Lavorare con i costumi d'epoca ti permette di creare una distanza con il personaggio: Bille ha creato un clima magico". Lino Guanciale è il brigante Luigi Vampa: "In un mondo in cui tutto va nel verso opposto, è un criminale ad avere un codice morale. Per me è stata l'occasione per toccare corde brillanti e satiriche. Il vero tema è il potere della vendetta: le cause, le conseguenze, i rapporti disfunzionali con chi detiene il potere". Nel cast anche Nicolas Maupas nel ruolo di Albert de Morcerf ("Un ponte tra il conte e i suoi nemici, una vittima che non si accorge del marcio che lo circonda") e Gabriella Pession nei panni di Hermine Danglars ("Una donna moderna ma soffocata dalla società perché costretta a negarsi la maternità").
August non ha avuto dubbi quando gli è stata offerta la serie: “Ho accettato perché otto episodi permettono di preservare la complessità dell'intreccio” racconta “Siamo stati fedeli al romanzo, ma devi prenderti delle libertà quando si fa una trasposizione. Mi interessava soprattutto far capire come, perseguendo la vendetta, Edmond perda la capacità di amare. Dantès non solo decide di uccidere chi gli ha fatto torto, ma è stupefacente il modo sofisticato in cui pianifica la sua vendetta: vuole farlo in modo che il danno sia simile a quello che lui ha subito”. "Quello di Dantès” dice Claflin, “è un ruolo fantastico, un'opportunità del genere capita raramente. Conoscevo il romanzo ma non ho mai visto gli altri adattamenti. E ho resistito alla tentazione per non essere fuorviato. Interpretare la serie oltre a richiedere una grande preparazione fisica, ore di trucco, è stata un'esperienza incredibile che mi ha indotto a guardare la vita in modo diverso. Del conte di Montecristo ammiro la dedizione e la capacità di lottare, ma non sono vendicativo come lui. La vera sfida è stata trovare la calma per non andare mai sopra le righe, soprattutto in una scena come quella della tempesta (girata a Malta in pieno inverno, ndr). È stata una benedizione lavorare con Bille e con il cast".
Alla presentazione della serie alla Festa di Roma, il saggio Irons aveva raccontato che segue la regola “Forgive and forget”, perdona e dimentica. “La vendetta” ha spiegato “è solo una perdita di tempo. Passiamo troppo tempo a cercare di riprenderci quello che non abbiamo più. Il conte di Montecristo ci dice quanto sia inutile. La scelta più giusta è perdonare e andare avanti, invece nelle persone prevale il rancore. Dovremmo ricordarci che siamo in questo mondo per troppo poco tempo, viviamolo al meglio».