La frase di uno studioso citata ieri su Repubblica suonava così: “Una classe dirigente incapace di immaginare il futuro e che riscopre vecchi cavalli di battaglia”. Lo studioso si riferiva alla scuola, che è materia seria e complessa: per fortuna la televisione è assai meno rilevante, oppure chissà, ma il concetto è da copia-incolla anche se qui, in tv, non solo tutto è meno grave, ma passa spesso la convinzione che in realtà i vecchi cavalli di battaglia siano il male minore.
E la questione diventa ancora più simpatica se si parla del ritorno di Zelig (Canale 5, tre serate in tutto). Un po’ citazione di sé stessi e un po’ no, Claudio Bisio e Vanessa Incontrada a saldare il legame con il pubblico di un tempo: e la consueta struttura da stand-up veloci stavolta arricchita da più musica. Il giudizio, ovviamente, si sospende, ma soprattutto si divide, divide, è divisivo: non bisognerebbe mai tornare dove si è stati felici, ma non è che si sia mai trovato molto di meglio da fare. E i nuovi…
La frase di uno studioso citata ieri su Repubblica suonava così: “Una classe dirigente incapace di immaginare il futuro e che riscopre vecchi cavalli di battaglia”. Lo studioso si riferiva alla scuola, che è materia seria e complessa: per fortuna la televisione è assai meno rilevante, oppure chissà, ma il concetto è da copia-incolla anche se qui, in tv, non solo tutto è meno grave, ma passa spesso la convinzione che in realtà i vecchi cavalli di battaglia siano il male minore.
E la questione diventa ancora più simpatica se si parla del ritorno di Zelig (Canale 5, tre serate in tutto). Un po’ citazione di sé stessi e un po’ no, Claudio Bisio e Vanessa Incontrada a saldare il legame con il pubblico di un tempo: e la consueta struttura da stand-up veloci stavolta arricchita da più musica. Il giudizio, ovviamente, si sospende, ma soprattutto si divide, divide, è divisivo: non bisognerebbe mai tornare dove si è stati felici, ma non è che si sia mai trovato molto di meglio da fare. E i nuovi comici ci sarebbero pure, ma dovendo sottostare al rigido protocollo zelighiano - “una volta era tutto meglio perché si faceva così” - siamo lontani da certe derive di comicità attuale, che alla fine piacciono fino a un certo punto e nemmeno a troppo pubblico.
Punto di congiunzione possibile è Loris Fabiani, in arte Lunanzio, che nel recente passato ha vinto LOL – dove hanno fatto anche cose buone – e che è irresistibile davvero. Notevole infine il debutto – ma un po’ tardi, in ogni senso – di Assane Diop. Si chiama come il personaggio-Lupin interpretato da Omar Sy, ha 29 anni, da quando ne aveva tre vive a Brescia ed è formidabile. Oltre a essere, in questo caso, il primo comico afro-italiano a salire su quel palco. Le sue gag sugli automobilisti che, con buone intenzioni, lo fermano quando è in bicicletta (“Ti è caduto il borsone di Just Eat”) o sui tentativi maldestri di antirazzismo dei nativi, sono esilaranti.
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Marcella Bella, tra poco a Sanremo, intervista a Sorrisi e Canzoni. Si parla della celebre canzone Nell’aria e di un altrettanto celebre metafora.
-Ma per lei la gatta era una micia e basta?
-No, no, avevo capito...